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Suggerimenti per ridurre i rifiuti di posate usa e getta
Immagini articolo
Le opzioni plastic free
da adottare a tavola
PATRIZIA GUENZI


Riciclare, piegare, compostare. Tre sostantivi che illustrano bene l’alternativa alle posate usa e getta. L’Europa le ha messe al bando, assieme a piatti, cannucce e contenitori per alimenti, tazze in polistirolo espanso a partire dal 3 luglio. E le alternative già ci sono. Da quelle pieghevoli in cartone senza plastica a quelle in melamina. Nel mezzo, un’ampia gamma di soluzioni green che non hanno, o lo riducono al minimo, un impatto negativo sull’ambiente. Anche in Ticino, sebbene l’applicazione sia slittata al primo gennaio 2023, sarà vietato l’utilizzo di stoviglie, posate e bicchieri monouso di plastica nelle manifestazioni su suolo cantonale, dai carnevali alle sagre passando per gli eventi sportivi.
Tuttavia, anche nel nostro piccolo un contributo lo possiamo, e lo dobbiamo, dare. Quando organizziamo festicciole private, pic nic, barbeque... Le alternative, come detto, ci sono. Lo sottolinea pure uno studio del Dipartimento del territorio che evidenzia l’impatto ambientale di piatti, bicchieri e posate usa e getta non sostenibili (vedi articolo a destra). Lo studio è una sorta di "guida" per scegliere l’alternativa più indicata. Quella, soprattutto, più rispettosa dell’ambiente.
Intanto, per fortuna, alcuni supermercati si sono già portati avanti. Lidl Svizzera in prima fila. Nel 2018 è stata infatti la prima impresa di commercio al dettaglio del Paese a porsi l’obiettivo di rinunciare alla vendita di articoli usa e getta in plastica come cannucce, bicchieri, piatti, posate di plastica e bastoncini per ovatta con manico di plastica. Obiettivo raggiunto entro la fine dell’anno di bilancio 2019. Migros da quest’anno sostituirà, gradualmente, tutti i piatti, i bicchieri e le posate monouso di plastica con alternative più ecologiche. Un risparmio di 560 tonnellate di rifiuti di plastica all’anno. Anche Coop nell’autunno dello scorso anno ha annunciato di rinunciare da subito non solo alle posate monouso in plastica presenti in diversi prodotti take-away, come insalata, müesli e bowl, ma anche a quelle consegnate gratuitamente in tutti i punti di vendita.  Un risparmio di circa 200 tonnellate di plastica.
Insomma, il messaggio è chiaro. Soltanto con uno sforzo collettivo si riuscirà a cambiare le cose. A far sì che tutte le persone finalmente facciano acquisti in maniera consapevole, ovvero con un occhio di riguardo all’ambiente. Valutando l’impatto di ogni gesto e, nel limite del possibile, modificandolo. Un impegno che deve essere il più esteso possibile. Sono tante le strade percorribili per un uso più virtuoso della plastica: favorire il riciclo e il riuso, diminuire la plastica vergine e aumentare quella riciclata. Con il contributo, fondamentale, di istituzioni e consumatori. In ogni dove. Dall’Italia al Kenya, dal Cile all’Indonesia molti i Paesi che stanno introducendo, o l’hanno già fatto, norme e leggi per vietare l’utilizzo della plastica monouso.
E allora, tornando al nostro piccoli, cerchiamo di optare per il multiuso di bottiglie, contenitori, tazze o bicchieri, di fatto sono sempre più ecologici di quelli monouso. Rinunciando al tetrapak e alle bottiglie monouso si elimina tutta una serie di rifiuti. Tuttavia, non facciamoci illusioni: nemmeno noi possiamo rinunciare del tutto alla plastica. Ma se proprio dobbiamo utilizzare confezioni o prodotti di plastica, cerchiamo almeno di riutilizzarli il più possibile.
pguenzicaffe.ch
27.03.2021


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