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Da Chicco a Chicco, un progetto del "colosso" Nespresso
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La rivoluzione solidale
si fa con i fondi del caffè
GIANFRANCO QUAGLIA


Nespresso What else?". Chi non ricorda la celebre frase di George Clooney, l’ambassador del caffè in capsule? Uno slogan efficace, con la risposta già intuitiva nella domanda. Come dire: "Cos’altro? Che vuoi di più?".
Ad esempio un piatto di riso prodotto con il caffè, si potrebbe rispondere oggi. Testuale. E non è un altro "claim" o una trovata pubblicitaria ad effetto. Perché se da un seme nasce un albero, un fiore e un frutto, un chicco di caffè può partorire un chicco del cereale che sfama oltre la metà del pianeta. "Da Chicco a Chicco" s’intitola, appunto, il progetto che Nestlé Nespresso, il colosso svizzero, sta realizzando nelle risaie italiane e non avviene per contribuire all’economia tradizionale e aumentare la produzione destinata al commercio sugli scaffali.
È una "rivoluzione" solidale, che mette al centro l’economia circolare per riutilizzare tutto ciò che si produce, finalizzando il risultato a beneficio di chi necessita di aiuto. L’idea parte da una constatazione agronomica: i fondi del caffè sono benefici per fertilizzare il suolo, lo sapevano le nonne che già li utilizzavano nei vasi dei fiori. A questo punto Nespresso, leader nel segmento del caffè porzionato di alta qualità, ha deciso di investire oltre sei milioni di euro, coinvolgendo i consumatori nella riconsegna delle capsule esauste in apposite aree recycling all’interno delle boutique oppure in alcune isole ecologiche distribuite in molte aree d’Italia: un sistema capillare di 116 punti raccolta presenti in 69 città. Le capsule vengono poi inviate per la lavorazione e il recupero a un impianto in provincia di Brescia, dove l’alluminio, separato dal caffè, è destinato alle fonderie per avviare il processo di riciclo che lo trasformerà in nuovi oggetti. I fondi del caffè invece sono indirizzati a un impianto di compostaggio per la trasformazione in compost, poi successivamente portato nelle risaie.
Il primo esperimento, in un’azienda agricola della provincia di Pavia, ha dato ottimi risultati. Il progetto è stato così ampliato. Il cereale prodotto con questo concime naturale è riacquistato da Nespresso che lo dona al Banco Alimentare della Lombardia (a tutt’oggi 2 milioni e 954 mila porzioni di riso) e al Banco Alimentare del Lazio. Nel 2019 sono state raccolte 1.335 tonnellate di capsule, con una crescita del 31% rispetto al 2018.
"Da Chicco a Chicco" nasce in collaborazione con il Consorzio nazionale imballaggi alluminio, Utilitalia e Consorzio Italiano Compostatori. "Siamo molto orgogliosi di questo progetto - dice Marta Schiraldi, technical and quality director Nespresso italiana -. Grazie al contributo dei consumatori ci permette di limitare l’impatto ambientale del consumo di caffè in capsule e favorire il riciclo di alluminio. Ci siamo posti l’obiettivo di dare una seconda vita alle capsule esauste e di rendere sostenibile l’intera catena del valore del caffè".
Giusi Carmineo, responsabile raccolta, riciclo e recupero del Consorzio: "Il riciclo dei rifiuti di imballaggio in alluminio in Italia ha raggiunto il 70% nel 2019. Il progetto Nespresso rappresenta un’attività collaterale di promozione del principio di economia circolare e di efficienza. È evidente la volontà di rendere ogni tipo di rifiuto una risorsa da valorizzare".
12.09.2020


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