function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

L'azienda della Posta in crisi aumenta i prezzi a Lugano
Publibike in cerca di soldi
rialza le tariffe fino al 70%
ANDREA STERN


L’aumento è arrivato all’improvviso, come un temporale di inizio estate. Dal 22 giugno le tariffe di Publibike hanno spiccato il volo, con ritocchi verso l’alto che in certi casi sfiorano il raddoppio. "La manutenzione e la logistica - si giustifica l’azienda di proprietà della Posta - sono molto dispendiose".
Come è sempre più dispendioso pedalare su una delle biciclette viola che in Ticino sono sparse un po’ ovunque nel Luganese. Oggi per un paio di ore sui pedali occorre sborsare 11,90 franchi, mentre prima della "stangata" ne bastavano 7,50. Un aumento del 59%. Se per qualche motivo il giro in bicicletta finisce per durare tre ore, la bolletta sarà di 17,90 franchi. Mentre prima sarebbe stata di 10,50 franchi. In questo caso l’aumento è quindi del 70%. Senza dimenticare che chi sceglie una e-bike deve pagare 2 franchi in più.
Non poco. Per cui Publibike consiglia ai suoi utenti di fare un abbonamento. Ce ne sono da 9 franchi al mese oppure da 99 oltre che da 179 franchi all’anno. Peccato però che questi abbonamenti hanno perso il loro grande atout, ovvero quello di garantire la gratuità per la prima mezz’ora. Oggi invece si paga dal primo minuto, con l’unica eccezione dell’abbonamento da 99 franchi, chiamato B-Fit, che mantiene la mezz’ora gratuita seppur solo per le biciclette tradizionali.
Con questi aumenti Publibike auspica "di incrementare le entrate". Ne ha urgentemente bisogno. Difatti anche l’anno scorso l’azienda di proprietà della Posta ha chiuso i conti in rosso, come ha ammesso il Consiglio federale in risposta ai dubbi di Olivier Feller (Plr). Il Consiglio federale non ha però voluto quantificare la perdita, perché ciò "equivarrebbe una discriminazione nei confronti dei concorrenti sul mercato, i quali non sono tenuti a divulgare queste informazioni".
Per ipotizzare lo stato di salute di Publibike ci si può quindi solo affidare a un rapporto pubblicato nel 2018 dal Controllo federale delle finanze. Allora era emerso che l’anno precedente Publibike aveva perso più di 5 milioni di franchi a fronte di un fatturato di soli 3 milioni. Se non fosse stato per l’aiuto diretto e indiretto dello Stato, avrebbe già allora dovuto dichiarare fallimento.
a.s.
11.07.2020


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Un colpo di stato a termine
sul  "Modello tailandese"
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Quei pochi cristiani in Iraq
tra le macerie di sé stessi
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Anche la pista siriana
dietro la strage di Beirut
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Confinamento più efficace
dei negoziati dell'Onu
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Papa Francesco
in Iraq:
“Il dialogo
è l’unica via”

Marte,
i primi passi
del rover
Perseverance

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00