Troppi materiali "estranei" nei contenitori per il vetro
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Specchi e bicchieri
frenano il riciclaggio
ANDREA STERN


Bicchieri, piatti, specchi, lampadine, vasetti di marmellata ancora mezzi pieni, persino piastrelle e lattine. Non dovrebbero essere nei contenitori per la raccolta del vetro ma sono lì. "Forse è un effetto collaterale dell’introduzione della tassa sul sacco - sostiene Luciano Fontana, manager della Puricelli Sa di Riva San Vitale -. Nella nostra attività notiamo infatti che la qualità del vetro peggiora nei Comuni dove la tassa sul sacco è appena diventata realtà. Immagino sia a causa di quei maleducati che prima gettavano tutto nel sacco nero e oggi si disfano dei rifiuti in altro modo".
Per le ditte come la Puricelli che si occupano di raccogliere il vetro usato e fornirlo a Vetroswiss, tutti questi corpi estranei rappresentano un carico di lavoro aggiuntivo. Prima che il materiale possa finire nel trituratore per essere ridotto in frantumi per il processo di fusione, occorre infatti sottoporlo a una minuziosa cernita. "Sarebbe bello se nei contenitori del vetro si trovasse solo vetro - afferma Fontana -. L’ideale poi sarebbe se fosse correttamente separato tra bianco e colorato, almeno dove è data la possibilità di farlo. Purtroppo non è così e questo rende il processo di valorizzazione molto più laborioso".
Il processo di separazione resta tuttavia necessario se si vuole riutilizzare il vetro usato. E non da ultimo se si vogliono ottenere i rimborsi da Vetroswiss. Rimborsi che ammontano al cento per cento per i frammenti di vetro separati per colore, riutilizzabili per la produzione di bottiglie nuove. Al 60 per cento per i frammenti di colore misto, che saranno trasformati in bottiglie verdi o in ghiaia in vetroschiuma. Al 20 per cento per i frammenti che potranno essere trasformati unicamente in sostituti della sabbia.
"Questi rimborsi vengono versati ai Comuni - spiega Fontana -, che poi ci corrispondono una piccola tassa per la gestione del vetro di recupero". Non si fanno grandi guadagni, anzi. La stessa Swiss Recycling riconosce che di norma i comuni e i consorzi non guadagnano con il vetro usato. Ma il sistema funziona bene. Molto bene, verrebbe da dire, visto che la Svizzera figura ai vertici nella classifica europa del riciclaggio. Circa il 94 per cento del vetro trova nuova vita. A beneficiarne è in particolare l’ambiente. Grazie al vetro usato, infatti, le vetrerie risparmiano circa un quarto di energia nel processo di produzione.
Non bisogna quindi abbassare la guardia. Proprio per questo di recente tra gli slogan elettorali e le azioni dei supermercati, sono comparsi ai bordi delle strade dei manifesi raffiguranti bicchieri, piatti o vasetti. Sono i manifesti con i quali Vetroswiss vuole ricordare ai cittadini le regole basilari della separazione del vetro. "L’informazione c’è, anche da parte dei comuni - riprende Fontana - ma è giusto che si continui a farla. La gente deve essere consapevole che è importante riciclare ma è ancora più importante farlo nel modo giusto".
astern@caffe.ch
10.11.2019


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