Da Biasca a Mendrisio ecco come si fa a vendere libri
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Una vita da libraio
a recuperare lettori
ANDREA BERTAGNI


C’è chi vende libri soprattutto in tedesco, chi ha messo sugli scaffali anche dei giocattoli, chi punta tutto sull’"usato" e chi legge tutti i volumi che propone. Da Biasca a Mendrisio, da Lugano a Locarno, cambiano le copertine e le vetrine ma la sostanza è sempre la stessa. Per resistere bisogna ingegnarsi. "Il nostro non è mai stato un mercato facile - spiega Luca Pascoletti, della libreria Casagrande di Bellinzona - ma dal 2008 c’è stato un grosso calo. Le famiglie hanno ridotto le spese e l’acquisto di libri non è tra le priorità". Anche per Prisca Wirz Costantini, della libreria Il Segnalibro di Lugano, "la gente spende meno e i nostri margini di guadagno si sono ridotti progressivamente perché i prezzi di copertina decisi dalle case editrici sono scesi rispetto al passato".
C’è aria di crisi insomma tra gli scaffali delle librerie ticinesi. "Stiamo soffrendo, inutile negarlo - ammette Mauro Paolocci, del Libraio di Mendrisio -, sebbene non siamo i soli visto che stanno sparendo molti altri negozi. Ma è una magra consolazione". Per Paolocci la ragione principale è che "la società è cambiata, siamo tutti sempre sui social, leggiamo la posta elettronica, inviamo sms, chattiamo... tutto in perfetta solitudine, fissando uno schermo, senza alcun contatto umano".
Una delle ricette per sopravvivere potrebbe essere recuperare le relazioni personali. Lo sostiene anche  Giorgia Schmid, di Ecolibro di Biasca: "Mi ricordo i nomi di quasi tutti i miei clienti - dice -, so cosa hanno già comprato e cosa gli potrebbe piacere. Il nostro valore aggiunto è quello di non essere un semplice magazzino". Come i giganti della Rete, tipo Amazon, che vendono di tutto e arrivano ovunque. "Ma è un’illusione - avverte Pascoletti -, in realtà in questi shop online si trova solo quello che si cerca, mentre in libreria hai un panorama con molti titoli e scopri sempre qualcosa di nuovo". Paolocci aggiunge: "Il commercio su Internet è avvantaggiato perché beneficia di agevolazioni che noi non abbiamo. Noi paghiamo 7 franchi per spedire un pacchetto, Amazon molto meno".
Per resistere la soluzione è dunque una sola. "Il rapporto con i clienti è fondamentale - osserva Camilla Jametti Bernasconi, della libreria Dietro l’angolo di Lugano - anche se ormai tutti sono su Facebook e quell’oretta al giorno che un tempo si trascorreva sfogliando un romanzo ora la si consuma sui social network". Peccato. Eppure chi vende in libri lo fa con impegno e passione. "Noi leggiamo tutto quello che proponiamo - spiega Lidia Vaime, della Libreria del tempo di Savosa - e questo ci aiuta a consigliare meglio i clienti, a creare un rapporto di fiducia".
Libraio dopo libraio emerge anche molta preoccupazione per una professione il cui orizzonte si fatica a vedere. Lo sa bene Pedro Albuquerque che lavora alla libreria di "seconda mano" Lettera 9 a Bellinzona: "Il mercato ha subito e continua a subire i colpi della recessione, anche del disamoramento dei giovani nei confronti dei libri, quelli veri, quelli che si toccano e si tengono in mano - dice -; sembrano preferire quelli elettronici".
Da qui l’esigenza di puntare tutto su creatività, nuove idee, proposte curiose e contatti personali. "Bisogna andare a prendersi i clienti, non si può più aspettare che entrino da soli in negozio". Mercatini, letture in piazza: l’associazione Ondemia che gestisce Lettera 9 non si può certo dire che non abbia inventiva. E non è la sola. Anche Paolocci si dà da fare. "Organizzo - racconta - molti eventi per sottolineare l’importanza del contatto con le persone, occasioni di incontro tra autori e lettori".
Anche alla libreria Locarnese di Locarno la parola d’ordine è resistere. "Resistiamo stoicamente - conferma Angelo Monte -, l’unico modo per sopravvivere è puntare sul contatto con il cliente. Abbiamo ad esempio una tessera-sconto e scommettiamo sulla formazione". E Monte assicura: "Nessun algoritmo sostituirà mai un essere umano attento e preparato, ma soprattutto formato. Cioè noi librai".

abertagni@caffe.ch
14.07.2019


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