Il Mondiale di Francia 2019 "rivoluzione lo sport
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"Il calcio femminile
diventa grande" così
MARIA MICHELA D'ALESSANDRO DA PARIGI


È la prima edizione di un campionato mondiale di calcio femminile nel quale viene utilizzato il Var - video assistant referee - si disputa in Francia, per la prima volta, ed ha addirittura ispirato l’aggiornamento disponibile gratuitamente del videogioco Fifa19 con l’opzione "nazionali femminili".
L’effetto Mondiale femminile Francia 2019 - in programma dal 7 giugno al 7 luglio - sembra abbia convinto e coinvolto proprio tutti, dai tifosi fino agli sponsor: non ultima la multinazionale statunitense Nike che per l’occasione si è tinta di rosa, lanciando il nuovo spot ‘Dream Further’ durante l’ultima finale di Champions League maschile di Madrid.
"Non cambiare i tuoi sogni, cambia il mondo", è il messaggio su cui punta il brand made in Usa, così come la protagonista della pubblicità, la giovanissima calciatrice americana di 10 anni Makena Cooke. L’attesa nel tunnel prima di scendere in campo mano nella mano con l’attaccante olandese Lieke Martens, l’adrenalina delle partite, gli spalti pieni, la stella brasiliana Neymar Jr. che gioca ad un video game dove le donne calciatrici sono al posto dei colleghi uomini, e ancora, l’immaginazione di Makena va lontano, fino a riaprire gli occhi e chiedere a Martens, "sei pronta?"
Dopo anni il sogno di Makena non è più irrealizzabile, il calcio femminile oggi è davvero una realtà, indubbiamente diversa da quella maschile ma fatta di valori più sani, stipendi di gran lunga più bassi ed una passione che va al di là dei pregiudizi.
Perché "il calcio femminile è diventato grande", recita un altro spot, in onda sulle reti di stato italiane per celebrare la partecipazione a Francia 2019 della sua nazionale a venti anni di distanza dall’ultima - la qualificazione mancava dai Mondiali del 1999 negli Stati Uniti. Essere davanti ad una svolta nel mondo del calcio femminile richiede indubbiamente un passo indietro nella sua storia e del perché ci siano voluti così tanti anni per far sì che il movimento prendesse piede e che un evento di questa portata sia davvero sulla bocca di tutti.
Nata nel 1991 da un’idea del presidente della Fifa di allora João Havelange, la competizione mondiale femminile denominata Women’s World Championship, si disputa ogni quattro anni. Cinque Paesi hanno finora ospitato la Coppa del mondo femminile, Cina nel 1991 e 2007, Stati Uniti nel 1999 e 2003, Svezia, Germania e Canada una sola volta rispettivamente nel 2007, 2011 e 2015.
A segnare una nuova era fu proprio il Campionato mondiale del 1999: la partecipazione di oltre 650.000 spettatori fu uno dei motivi dell’aumento del numero delle nazionali da 12 a 16, diventate poi 24 dal 2015.
Quest’anno, oltre alla squadra ospitante, le campionesse in carica degli Stati Uniti con tre titoli alle spalle, la Germania, il Giappone, la Norvegia ma anche Cile, Scozia, Giamaica e Sudafrica, le ultime quattro alla loro prima esperienza mondiale.
L’ottava edizione in Francia, decisione annunciata dalla Fifa nel marzo 2015, si giocherà in nove stadi, dalla capitale Parigi dove è stata inaugurata la competizione, a Rennes, Reims, Valenciennes, Le Havre, nelle meridionali Montpellier, Grenoble, Nizza e a Lione dove si disputerà la finale in programma il 7 luglio al Parc Olympique.
Suddivise in sei gironi da quattro, accederanno alla fase a eliminazione diretta le prime due classificate di ogni girone e le quattro migliori terze. Tra le favorite, Francia e Germania del gruppo A, Inghilterra del gruppo D, Canada del gruppo E, Stati Uniti del gruppo F.
Occhi puntati su Cho So-hyun, capitano della Corea del Sud e centrocampista del West Ham - è una delle tre calciatrici sud coreane a giocare fuori dai confini nazionali; ma anche Asisat Oshoala, attaccante del Barcellona e centrocampista offensiva della nazionale nigeriana, è stata tre volte miglior calciatrice africana; la ventiquattrenne cinese Wang Shuang, centrocampista del Paris St.-Germain e pedina indispensabile per l’allenatore francese Bruno Bini. Ma anche, Eugénie Le Sommer, numero 9 delle francesi e vice capitano, con le sue oltre centocinquanta presenze e settanta reti in nazionale, è ormai diventata una star del calcio francese aggiungendo ai suoi successi la sua sesta Champions League con l’Olympique Lyonnais.
Tra le compagne di squadra di Le Sommer e tra le grandi assenti di questi Mondiali, il pallone d’oro Ada Hegerberg: la calciatrice più forte della nazionale norvegese ha infatti deciso di non prendere parte alla competizione come protesta per via della disparità di genere tra calciatori e calciatrici dentro la Federazione norvegese.
09.06.2019


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