Il criminologo spiega le infiltrazioni criminali dall'Est
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"Gli albanesi muovono
il mercato della droga"
MAURO SPIGNESI


A fine settembre è stato fermato a Lugano. In tasca aveva 150 grammi di eroina. Un albanese di 30 anni, finito in cella, è sospettato d’aver spacciato ingenti quantità di droga in Ticino. In agosto un altro suo connazionale di 33 anni era stato bloccato nel suo appartamento a Viganello dove è stata trovata droga. A dicembre, poi, altri due albanesi sono stati arrestati con diverse dosi di cocaina dai carabinieri di Campione d’Italia. I tre blitz sono solo le ultime spie accese, il segnale della presenza di spacciatori albanesi in Ticino. Una presenza già segnalata dalla Polizia cantonale, e prima ancora da quella federale che solo negli ultimi due anni ha scoperto diverse centrali di spaccio. "Perché queste bande sono qui, in Svizzera, da anni. Non sono una novità - spiega al Caffè il criminologo di Ginevra Nicolas Giannakopulos - e il salto di qualità lo hanno fatto quando hanno stretto alleanze con i kossovari e con altre mafie infiltrate nel territorio come l’onnipresente ‘ndrangheta".
Un patto che soprattutto a Ginevra ha consentito di inondare la piazza di sostanze stupefacenti. Due anni fa erano stati bloccati quattro albanesi con 20 chili di cocaina. Perché queste organizzazioni che arrivano da Tirana sono state tra le prime a intuire la tendenza del mercato, con il consumo polivalente, dunque di più droghe. E a quel punto hanno deciso di controllare l’intera filiera. "Ma oltre alla droga - spiega ancora Giannakopulos - gli albanesi hanno saputo diversificare i loro interessi criminali, puntando sulla prostituzione, la tratta di esseri umani, il traffico di armi, le estorsioni, le rapine e il contrabbando. Mantengono un profilo basso, sono integrati, controllano compagnie di taxi, locali a luci rosse e possono contare sulla protezione di persone insospettabili".
Inoltre, secondo la Polizia cantonale gli albanesi in Ticino possono contare su punti di riferimento sul territorio. "Sempre presenti spacciatori di eroina albanesi - è scritto nel rapporto d’attività del 2017 - favoriti nell’illecita attività̀ da tossicodipendenti locali che offrono loro ospitalità̀ in cambio di droga. Nonostante i numerosi arresti e i sequestri, le organizzazioni dei trafficanti hanno continuato ad inviare in Ticino nuovi spacciatori". Segno che quello cantonale viene ritenuto dalle bande un mercato estremamente interessante. Inoltre, i gruppi hanno le loro basi operative a pochi chilometri dal confine elvetico. A giugno proprio sulla linea di confine era scattata una ampia operazione di polizia. Con diversi arresti e il sequestro di oltre 43 chili di cocaina, denaro per 234mila euro e auto usate per il trasporto delle partite di droga. Gli investigatori avevano seguito un albanese residente a Cassano Magnago (Varese) che risultava disoccupato. Secondo le indagini, e le accuse scattate in seguito, sarebbe una sorta di boss, l’uomo che si occupava di tenere i contatti con i fornitori e di smerciare poi le dosi. E sempre tra Como e Varese sono avvenuti diversi regolamenti di conti tra bande per il predominio dell’attività malavitosa. Basta ricordare l’omicidio di due fratelli, due anni fa al nord di Milano, e quello di un ragazzo di 24 anni, assassinato a Cermenate (Como).  m.sp.
17.02.2019


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