L'oncologo Franco Cavalli sul rischio assuefazione
"Chi inizia con l'e-cig
va dritto al pacchetto"
ANDREA BERTAGNI


Si chiama "riduzione del danno" e in Inghilterra ne hanno fatto una bandiera. È la politica sanitaria che prevede la sostituzione della sigaretta classica con quella elettronica. Con l’obiettivo di diminuire i rischi di mortalità prematura causati dal tabacco. "L’e-cig in effetti è meno dannosa della sigaretta tradizionale - spiega Franco Cavalli, direttore  scientifico dell’Istituto oncologico della Svizzera italiana (Iosi) - e per un fumatore che non riesce a smettere è sicuramente una buona soluzione, uno strumento che vale la pena sperimentare". Tutto questo, anche se lo svapo non è al 100% non nocivo. "Una certa dannosità c’è, è inutile girarci intorno - riprende Cavalli - anche se, a mio parere, è presto per poter dare una risposta definitiva, non esistendo per il momento ancora studi di lunga durata sui possibili effetti nocivi".
Tutto bene, quindi? Non proprio. La sigaretta elettronica dà assuefazione. Detto altrimenti, avverte Cavalli "chi inizia con l’e-cig tende a passare a quella vera. Quindi, in questo senso, è assolutamente da sconsigliare, perché potenzialmente apre le porte al tabacco". Soprattutto tra i giovani. Come evidenziano i dati americani, secondo cui tra il 2011 e il 2015 l’utilizzo tra gli adolescenti dei vaporizzatori è aumentato di quasi nove volte. Anche in Italia, dove, nonostante i divieti, circa il 4% dei fumatori tra i 14 e 17 anni ha ammesso, tra una sigaretta "vera" e l’altra, anche di svapare.  
Vero è però che quei Paesi - come Inghilterra, Svezia, Norvegia, Islanda e Francia - che hanno deciso di promuovere la sostituzione della nicotina con il vapore hanno abbassato di almeno il 15% la quota dei tabagisti. Svapare, insomma, conviene. "Per chi fuma assolutamente sì - ribadisce Cavalli -, non dimentichiamoci infatti che la sigaretta causa, da sola, il 30% di tutti i tumori, oltre ad altri problemi a livello cardio-circolatorio. È il killer più pericoloso". Nel fumo di tabacco sono infatti contenute più di quattromila sostanze tossiche. Chi fuma un pacchetto al giorno assorbe in un anno l’equivalente di una tazza di catrame e in vent’anni sei chilogrammi di particelle di polvere.
Comunque sia, non dimentichiamo che un’alternativa c’è sempre: smettere di fumare. Una soluzione difficile, se confrontata con le probabilità di successo. Ma vale la pena provarci. Molto dipende dalla convinzione e dalla forza di volontà del fumatore. Intanto, il 47% degli svizzeri fuma sigarette regolarmente o saltuariamente, anche se la metà si dice consapevole delle conseguenze.
18.11.2018


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