L'intervento
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Per difendere il lavoro
si limitino gli stranieri
CHRISTIAN VITTA


Per conquistare il futuro, bisogna prima sognarlo". È con questo spirito che mi sono soffermato ad immaginare, anche attraverso le numerose testimonianze dei tanti ticinesi che incontro, come desidero il nostro cantone dei prossimi anni. I cambiamenti in atto e le trasformazioni che ognuno di noi vive quotidianamente sono rapidi e le sfide che ci attendono sono tante. Dobbiamo quindi individuare e mettere in campo strumenti nuovi e misure concrete per rispondere adeguatamente ai bisogni dei ticinesi. Tutto questo consapevoli e forti dei valori che insieme condividiamo e che hanno reso forte il nostro cantone anche nei momenti più difficili: lo spirito solidale, la tenacia e la grande capacità di adattamento.
Immaginando il Ticino di domani, sono due i grandi temi legati al mio dipartimento che più mi stanno a cuore: lavoro e crescita economica armoniosa.

Il lavoro è anche dignità
Tra di noi c’è purtroppo chi vive il disagio della disoccupazione e sicuramente ognuno di noi conosce persone confrontate con questa difficoltà. La disoccupazione porta con sé sentimenti di inadeguatezza e incertezza, con un impatto emotivo profondo e doloroso nella persona toccata e in chi le sta accanto. È quindi per me fondamentale focalizzare le energie nella creazione di impieghi per attenuare questo fenomeno. Sono infatti convinto che il lavoro rafforza il senso di dignità di una persona.
La ricerca di soluzioni in questo ambito è però molto complessa e non immediata, perché frutto anche di dinamiche che si registrano a livello globale, indipendenti dal solo contesto cantonale. Non possiamo creare illusioni, ma dobbiamo migliorare, individuando misure efficaci per facilitare l’inserimento professionale di chi è in difficoltà.

Vicini a chi è più in difficoltà
In questo contesto, tra le nuove misure concrete introdotte dal mese di settembre, vi è in particolare quella di un accompagnamento personalizzato dei disoccupati con maggiore difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro, tra i quali rientrano gli ultracinquantenni e i disoccupati di lunga durata. Questa misura ha l’obiettivo di accompagnare le persone nella ricerca di un’occupazione, ma anche di sostenerle dal profilo motivazionale ed emotivo, affinché possano affrontare questo periodo con forza d’animo e fiducia.

Un meccanismo di salvaguardia
Il 17 maggio prossimo, il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi sull’iniziativa che prevede di disdire l’accordo sulla libera circolazione delle persone. A livello ticinese il risultato è prevedibile: la pressione sul mercato del lavoro dovuta alla vicinanza con l’Italia sta creando disagio e disorientamento fra la popolazione che sarà quindi spinta ad approvare questa iniziativa. È invece probabile che la stessa sarà respinta a livello federale. Qualora dovesse realizzarsi uno scenario di questo tipo, il Ticino dovrà attivarsi a livello federale per prevedere degli interventi concreti oltre le attuali misure d’accompagnamento, che, in determinate situazioni, si sono rivelate poco incisive. In questo senso ritengo che l’introduzione di un meccanismo di clausola di salvaguardia, possa, laddove si raggiungessero determinati livelli di criticità sul mercato del lavoro e per un determinato periodo, limitare in modo efficace l’afflusso della manodopera estera nei settori più vulnerabili.

Futuro fa rima con innovazione
Il tema del lavoro è legato a doppio filo allo sviluppo economico. In un mondo in rapida trasformazione occorre favorire con convinzione la capacità innovativa delle nostre aziende sostenendole nei loro investimenti. Ricordo che a tale scopo è appena stato licenziato un credito quadro di 20 milioni di franchi a favore dell’innovazione.
L’interazione tra mondo scientifico e imprenditoriale è determinante per stimolare l’innovazione. Per questo è previsto l’insediamento in Ticino di un nuovo parco tecnologico nel quale confluiranno attività rivolte al futuro e che potranno generare nuovi posti di lavoro di qualità, anche per i giovani. Anche la riforma fiscale fornirà il suo contributo, grazie ai nuovi incentivi a favore dell’’innovazione e delle attività di ricerca.

Sostenibilità e  generazioni
Un’attitudine responsabile verso la collettività deve essere assunta anche dalle aziende, chiamate a prestare attenzione verso il territorio in cui operano, curando in particolare il benessere dei collaboratori, l’utilizzo parsimonioso delle risorse e dell’energia. Ciò favorirà uno sviluppo sostenibile di cui potranno beneficiare anche le future generazioni. In questo senso intendo concretizzare l’adozione di nuove misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese. Accanto a questo tipo di intervento è anche necessario che l’ente pubblico sviluppi ulteriormente la propria politica energetica e climatica. Per il Ticino questo significa anche rafforzare il nostro settore idroelettrico.

Una maggiore coesione
L’apertura di AlpTransit permette al Ticino di avvicinarsi al resto della Svizzera, guadagnando attrattiva e nuove possibilità di sviluppo. E tra un anno con l’apertura della nuova galleria del Ceneri nascerà la Città Ticino che faciliterà la mobilità interna, rafforzando anche la coesione tra poli urbani e regioni periferiche. Quest’ultime sono meritevoli di un’attenzione particolare. Le loro potenzialità, in particolare dal profilo della qualità della vita, ma anche turistico, economico e culturale, devono essere valorizzare al meglio. L’accesso ultraveloce alla rete internet su tutto il territorio cantonale è un obiettivo da perseguire, perché favorirà anche la creazione di nuove attività economiche e posti di lavoro nelle regioni periferiche.

Verso il benessere collettivo
I progetti presentati sono ambiziosi e per realizzarli è necessario un gioco di squadra e un’unità di intenti fra tutti gli attori: politica, economia, mondo sindacale e società civile. È importante unire le forze e guardare insieme al futuro con fiducia, coraggio e ottimismo per garantire al Ticino una crescita armoniosa e un benessere collettivo.
22.12.2019


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