1/ I politici di domani, viaggio nei movimenti giovanili
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"Noi diciamo al Plrt
che bisogna rinnovarsi"
CLEMENTE MAZZETTA


I giovani si riprendono la scena politica. Assieme alle donne. Mentre diminuisce la partecipazione elettorale complessiva (meno del 50% in Ticino) è in crescita quella giovanile, fra i 18 e i 25 anni. Nella fascia di età  del primo voto, fra i 18 e i 19 anni sono però le donne ad essere determinanti, con un rapporto di 42,8% contro il 39,3% dagli uomini. "Giovani, donne e colte: le elettrici ticinesi dietro la svolta a Berna", titolava il Caffè analizzando i flussi del voto delle passate elzioni federali. Un’analisi che ci porta con questa prima puntata dentro il fiume dei movimenti giovanili dei partiti. Si inizia con i Giovani liberali radicali ticinesi (Glrt). Il Plrt ha attuato da alcune anni una politica di rinnovamento che ha portato Christian Vitta in Gran Consiglio e ora Alex Farinelli a Berna. Al suo posto, come capogruppo Alessandra Gianella, esponente di Glrt. Ma la sconfitta elettorale - fa dire ai giovani del Plrt - che non basta cambiare persone, occorre fare uno sforzo ulteriore: cambiare metodi, analisi, rapporto con la propria gente per ritornare a contare.
(1 - continua)

"Dobbiamo cambiare i metodi con cui facciamo politica. Dobbiamo rinnovarci". I giovani non contestano i vertici del Plrt, dopo l’esito deludente delle elezioni federali e la perdita del seggio in Consiglio degli Stati. Chiedono però un cambio di passo. Una svolta, come si dice in politichese.
Non vogliono tagliare teste come chiedono i radicali. Vogliono cambiare modo di pensare e di agire. "Dobbiamo ripartire dai temi, dai problemi dei cittadini ticinesi. Comprenderne meglio le esigenze. Non vogliamo stare alla finestra mentre si sta costruendo il nostro futuro", dice il presidente dei giovani del Plrt, Daniel Mitric, 23 anni, all’indomani di una elezione dove i giovani e le donne hanno fatto la differenza - si veda l’analisi pubblicata dal Caffè del 17 novembre - lanciando in orbita i "Rosso-Verdi" e l’Udc e mettendo ko il Plrt. Chiedono treni migliori, scuole al passo con i tempi (più tedesco), più doposcuola, anche progetti innovativi come lo "Swiss metro" e una maggior attenzione al Paese reale. "Il nostro partito fa fatica a leggere le difficoltà del Ticino, a capire i problemi della gente. Noi possiamo aiutarlo, ne abbiamo la capacità - aggiunge Alessandro Spano, 26 anni, 15mila voti alle ultime elezioni nazionali -. Abbiamo iniziato un processo di rinnovamento delle persone. Non dobbiamo fermarci. Dobbiamo cambiare anche i metodi con cui facciamo politica".
Eppure non è che i giovani siano stati snobbati nel Plrt. Con un’età media di 46,3 anni, l’ex partitone ha aperto ai giovani e alle donne già dai tempi di Walter Gianora, il presidente "breve", durato solo un paio d’anni. Il Plrt ha eletto quest’anno 8 donne in Gran Consiglio (su 23 deputati), il gruppo più numeroso. Ha nove gran consiglieri sotto i 40 anni. Una giovane di Glrt, Alessandra Gianella, 33 anni, neoeletta è stata subito nominata capogruppo al posto di Alex Farinelli, 37 anni, plebiscitato al Nazionale. A Lugano scalpita Michele Bertini, 34 anni, vicesindaco. Anche lui non gliele manda a dire al Plrt: lo definisce "paternalistico", "improvvisatore". Lo incolpa di aver dilapidato il patrimonio di entusiasmo giovanile delle elezioni cantonali del 2015. Sotto accusa il partito dei grandi, non la congiunzione con il Ppd. I giovani liberali vogliono scrollarsi l’immagine dei "polli d’allevamento", vogliono dire la loro. Mutuano dal movimento di Greta Thunberg il desiderio di futuro e di protagonismo, oltre che le parole. "Abbiamo molto da dire - incalza Spano -. I problemi in agenda oggi sono quelli che vivremo in prima persona domani. A partire dalla questione dell’ambiente, già presente nei nostri volantini nel 2012. A quelli dell’età pensionistica, del lavoro che sta cambiando, delle nuove professioni". Spano è convinto: i giovani possono fare la differenza in casa Plrt: "Noi  leggiamo più velocemente i problemi reali dei ticinesi". Ricorda l’interrogazione sui treni sovraffollati - oggi tornata d’attualità - che avevano presentato nel 2015 liquidata con un’alzata di spalle dal Consiglio di Stato: classico atteggiamento di sottovalutazione della politica delle esigenze dei cittadini.
"È arrivato il momento per la politica di riflettere con attenzione su quali siano i temi più importanti per la popolazione, quali i progetti più rilevanti su cui impegnarsi per costruire il nostro futuro", conclude Midric. Per il presidente di Glrt, l’accresciuta partecipazione elettorale della fascia giovanile è un segnale positivo. Del tutto irrilevante invece la questione delle due anime del Plrt, il "conflitto" storico fra liberali e radicali "Noi siamo oltre. Noi parliamo di temi. E di soluzioni, non di ali". Acqua passata. Non macina più.
cmazzetta@caffe.ch
01.12.2019


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