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La tecnologia rende le strade sempre più sicure
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La macchina che "pensa"
previene gli incidenti
MAURO SPIGNESI


Un primo studio di cinque anni fa - realizzato da Euro Ncap (l’ente che valuta la sicurezza delle auto vendute in Europa) - aveva anticipato che il sistema di frenata automatica di emergenza, ormai presente in tutte le nuove auto, è in grado di ridurre i tamponamenti del 38%. Sia nelle strade urbane che in quelle extraurbane. Un secondo studio, pubblicato l’anno scorso dalla Fondazione Caracciolo in collaborazione con il Politecnico di Torino, arriva a un altro risultato: l’Aeb (autonomous emergency brake), il sistema automatico di frenata di emergenza, riduce del 45% i tamponamenti. A un patto, però: "Questi sistemi d’assistenza possono aumentare la sicurezza, a condizione che il conducente resti concentrato sulla guida. Chi si fida del sentimento d’essere totalmente in sicurezza, s’espone a situazioni pericolose", ha spiegato una nota del Touring club svizzero.
Ma al di là del caso specifico, resta un dato: le nuove tecnologie, insieme alla propulsione elettrica, sono le sfide di domani. Le grandi case automobilistiche ormai le hanno inserite nelle loro priorità e i nuovi modelli, pronti ma non ancora lanciati sul mercato in attesa che la pandemia allenti la sua stretta e ritorni la fiducia dei consumatori, fanno proprio del "rischio zero" (che tuttavia non ci sarà mai) una delle loro caratteristiche. Anzi, una delle principali attrazioni.
Si va dal cruscotto che segnala nel dettaglio la distanza del veicolo che si ha davanti al parcheggio automatico, dall’uscita dal posteggio senza nessuno alla guida alla manovra assistita per gestire ostacoli improvvisi, sino alle telecamere dedicate per controllare il comportamento dei pedoni. Questi sistemi, che i tecnici chiamano "advanced driver-assistance systems" (Adas in sigla), secondo calcoli resi noti dalla Commissione europea potranno evitare circa 25mila morti sulle strade e 140mila feriti fra il 2022 e il 2038. L’Europa per aiutare le aziende automobilistiche ha messo in campo un finanziamento di 450 milioni.
Tutto è cominciato con l’Abs, poi c’è stato l’Esp, il controllo elettronico della stabilità e progressivamente dove c’era solo il contachilometri è arrivato un piccolo computer di bordo che ormai offre al guidatore tutte le notizie in tempo reale, sullo stato dell’auto, sul traffico e sulle manovre diventate sempre più semplici.
In particolare la fascia di alta gamma, Bmw, Audi, Mercedes, Nissan, o l’elettrica Tesla sono arrivate al livello tre di automazione, con computer di bordo super raffinati e strumenti che offrono alte garanzie di sicurezza. La Ford, ad esempio, ha sviluppato un sistema - ancora sperimentale - che si chiama local hazard information, in grado capace di trasmettere al conducente un allarme nel caso in cui si verificassero pericoli sulle strade, o incidenti, code o altri problemi che rallentano o bloccano lo scorrimento del traffico.
Siamo ancora tuttavia a metà strada rispetto al livello 5, quello che - stadio dopo stadio - secondo i tecnici potrebbe arrivare fra qualche anno, cioè la guida autonoma completa. Per ora i test che sono stati effettuati hanno riscontrato diversi difetti e problemi e la tecnologia (ancora incompleta perché in molti casi servono sensori sulle strade che dialogano con la vettura di passaggio fornendo importanti informazioni) in questo caso va affinata.
Ma sicuramente radar e telecamere fanno parte dell’equipaggiamento di base delle automobili di nuova generazione.
m.sp.
13.03.2021


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