function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Il dopo Brexit si fa sempre più complicato
Immagini articolo
La variante Delta
rovina la festa a BoJo
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


“Mission accomplished” (missione compiuta). Boris Johnson - che ieri ha incassato le dimissioni del ministro Matt Hancock - ha salutato così il quinto anniversario dello storico referendum che nel 2016 ha sancito la vittoria della Brexit. In realtà, il premier conservatore ha ben poco da celebrare fra grattacapi economici, causati proprio dal divorzio britannico dall’Europa, scandali dentro il suo governo, rischi di secessione e la gestione della pericolosa variante Delta del Covid. Come è nel suo stile, BoJo cerca però di tirare dritto.
Ma per i maggiori esperti di economia dovrebbe pensare a quanto il Regno Unito ha perso in termini finanziari con la Brexit e alle cattive prospettive future, nonostante il Paese speri in una uscita rapida dalla pandemia e nella conseguente ripresa. Ai tempi della campagna referendaria, Boris si aggirava per le strade inglesi con un autobus rosso sul quale era scritta, a caratteri cubitali, la fantomatica cifra di 350 milioni di sterline: i soldi che, secondo la campagna Vote Leave, Londra avrebbe recuperato, a settimana, da Bruxelles con l’addio al club europeo.
A conti fatti, invece, la Gran Bretagna ha perso fra i 400 e gli 800 milioni di pound (a settimana). Lo dice una lunga e dettagliata analisi pubblicata dall’Independent.
Secondo gli studi della London School of Economics, il deprezzamento della sterlina su euro e dollaro ha poi causato un forte aumento dei prezzi al consumo: ogni famiglia mediamente ha sborsato 870 sterline in più l’anno. E il futuro appare incerto, soprattutto a fronte di un brusco calo degli investimenti nel Paese. L’economia britannica è sì cresciuta a giugno, come si legge sul Guardian, poiché le imprese del settore privato si sono assicurate lavoro extra e hanno creato migliaia di nuovi posti, ma gli analisti hanno avvertito che il boom potrebbe essere di breve durata se la carenza di personale qualificato e i ritardi nelle forniture, anche per colpa della Brexit, continueranno in autunno.
La situazione politica interna non offre prospettive migliori. Il premier Tory dopo aver difeso il ministro della Sanità, Matt Hancock, figura chiave durante la pandemia, dopo le immagini pubblicate dal Sun d’un abbraccio con l’amante Gina Coladangelo (in violazione delle regole Covid in vigore all’epoca del “misfatto”, 6 maggio), ieri, sabato, ha dovuto accogliere le sue dimissioni.
Dimissioni che l’opposizione aveva chiesto a gran voce anche per l’incarico retribuito concesso dal suo ministero alla fiamma non più segreta. Per non parlare delle tensioni secessioniste che lacerano il Regno, dalla Scozia all’Irlanda del Nord.
Il governo di Edimburgo continua a chiedere un referendum bis sull’indipendenza dopo quello perso nel 2014. Londra ha risposto con un secco ‘no’ a questa ipotesi. Tanto che tocca alla regina Elisabetta tentare di ricucire lo strappo: non è un caso se è proprio in Scozia la prima missione fuori dall’Inghilterra per la sovrana, dall’inizio dell’emergenza Covid.
Ancora la Brexit rischia di incrinare i fragili equilibri nordirlandesi. Non resta nemmeno il calcio come consolazione. Johnson vuole a tutti costi mantenere le semifinali e la finale degli europei a Wembley ma in tanti a livello internazionale chiedono di giocarla altrove. La variante Delta, altamente diffusa nel Regno, fa molta paura.
26.06.2021


LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Cina un Paese-partito
frenato dai suoi leader
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
"Le navi delle ong
attirano i barconi"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La tranquilla città
del killer fantasma
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
I movimenti verdi europei
colorano la sbiadita politica
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
La protesta dei giovani
dalla piazza vada nelle urne
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

50 anni fa
moriva
Jim Morrison

Tigre:
allarme Onu
sulla carestia

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00