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Dopo la chiusura dei conteggi The Donald è in difficoltà
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Spettro "gran giurì"
per un Trump isolato
ALESSANDRA BALDINI DA NEW YORK


"L’anatra zoppa all’arancia non si vede da una settimana. Forse sta ancora marinando": come capita per tutto quello che riguarda Donald Trump, una battuta circolata alla Casa Bianca è diventata presto obsoleta quando, nel primo incontro con la stampa - un monologo sui successi nella lotta al Covid - il presidente degli Stati Uniti si è presentato con un’inedita chioma platino anziché il solito giallo canarino. "Non sappiamo chi sarà il prossimo presidente", ha detto continuando a negare l’evidenza e rifiutando di concedere la palma della vittoria al rivale Joe Biden.    
Poche ore prima, dopo gli annunci su Arizona e Georgia per Biden e North Carolina per il presidente, la mappa elettorale degli Usa si era finalmente completata: 306 voti elettorali blu a 232, come quattro anni fa ma a parti invertite, più un record storico di 77,9 milioni di voti popolari a 72,6. "Valanga. Esplosivo. Storico", aveva esultato quattro anni fa la stratega della campagna del tycoon, Kellyanne Conway: "D’accordo", ha ironizzato su Twitter suo marito George, politicamente agli antipodi essendo passato quest’anno tra le file del Lincoln Project, il gruppo di repubblicani Never Trump, le cui argute campagne mediatiche hanno eroso da destra i consensi del presidente.     
Incurante dell’involontaria comparsa in "Borat 2" e della improbabile conferenza stampa davanti al vivaio "Four Seasons" di Filadelfia, Trump mette Rudy Giuliani a capo del team che si occupa dei ricorsi. Il tycoon continua a puntare sulle corti per invalidare la volontà degli elettori ma incassa dai giudici una delusione dopo l’altra. Mentre lo studio legale Porter Wright incaricato di difendere la sua causa in Pennsylvania rinuncia al mandato, la campagna repubblicana chiude la hotline creata per consentire ai sostenitori di denunciare eventuali brogli: era stata inondata di telefonate burla. Intanto la maggior parte dei paesi stranieri saluta Biden, tra cui la Cina che venerdì si è congratulata con Biden e la vice Harris.  
Nonostante gli ostacoli posti dall’amministrazione uscente, Biden procede con la transizione e pensa alla squadra di governo: dopo la nomina del capo di gabinetto Ron Klain, si parla di Bernie Sanders al Lavoro e di un esercito di donne in pole position tra cui Michele Flournoy, la prima capo del Pentagono e  perfino Hillary Clinton all’Onu, voce definita "ridicola" dall’ex ambasciatrice al Palazzo di Vetro Susan Rice, lei stessa davvero in corsa per il Dipartimento di Stato. Perfino Hillary Clinton per l’Onu, voce definita "ridicola" dall’ex ambasciatrice al Palazzo di Vetro Susan Rice, lei stessa davvero in corsa per il Dipartimento di Stato.
Sempre più isolato, se non fosse per i seguaci che hanno marciato su Washington, Trump medita mosse a sorpresa: continuare a far comizi e candidarsi nel 2024, fondare un impero mediatico arci-conservatore e complottista per far ombra alla tv Fox, diventata da rete amica acerrima nemica, dimettersi e farsi perdonare da Mike Pence come fece Richard Nixon. "Probabilmente tutti ballon d’essai", rassicura Maggie Haberman, la premio Pulitzer del New York Times che per quattro anni ha raccontato la Casa Bianca del tycoon "come una mosca sul muro".     
Mentre negli Usa il Covid impazza (184 mila casi in un giorno tra venerdì e sabato), a Washington c’è chi ipotizza che Trump potrebbe trasferirsi in Florida, approfittando della festa di Thanksgiving, per aspettare nella sua villa di Mar-a-Lago, l’insediamento del rivale senza concedere la sconfitta. Ma i giochi non sono ancora fatti e c’è una ragione per l’arroccamento del tycoon: fuori da 1600 Pennsylvania Avenue, oltre ai fan e alle proteste, lo aspettano al varco le procure e un gran giurì insediato dal District Attorney di Manhattan che vuole vedere chiaro sugli affari del presidente una volta persa l’immunità garantita dalla Costituzione al Commander in Chief.
14.11.2020


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