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In Gran Bretagna mancano 100mila medici e infermieri
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Ora Johnson si ravvede
con misure drastiche
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


L’epidemia di coronavirus è solo agli inizi della sua letale diffusione nel Regno Unito ma già il sistema sanitario pubblico, il malandato Nhs, traballa e rischia un rapido collasso non appena il numero dei ricoverati in terapia intensiva aumenterà in modo incontrollabile. A denunciarlo è la stessa stampa britannica, oltre a molti medici intervistati da più testate, nazionali e straniere, negli ultimi giorni. Già si alza bandiera bianca ancora prima che la "guerra" si scateni con ritmi paragonabili a quelli che sta sostenendo, ad esempio, l’Italia. Lo ha fatto il Northwick Park Hospital di Harrow, un sobborgo di Londra, che ha dichiarato formalmente di essere in crisi per il numero di pazienti ricoverati per contagio da Covid-19. Mentre un trust ospedaliero della capitale, quello che gestisce la zona di Lewisham e Greenwich, nei giorni scorsi ha dovuto mandare via alcuni pazienti affetti da coronavirus e dirottarli in altri centri perché non c’erano più posti letto disponibili. "Molti ospedali sono corsi ai ripari raddoppiando la loro capacità nelle terapie intensive ma in molti casi, soprattutto per quanto riguarda le unità di Londra, non è abbastanza", ha spiegato Simon Walsh, responsabile della British Medical Association (Bma), secondo il quale tanti dei posti letto per i ricoveri d’urgenza sono già occupati o destinati a esaurirsi rapidamente. L’aria che tira fra i medici sul campo in certi casi è desolante. "Ci si aspetta solo il momento in cui il virus ci colpirà", ha detto Nick Striven, specialista di medicina interna nel nord Inghilterra. E molti puntano il dito contro l’azione di governo degli ultimi anni. Il servizio sanitario britannico arriva a questa sorta di resa dei conti dopo i tagli massicci voluti dai Tories e inferti a colpi di austerity. Si calcola che manchino circa 100mila fra medici, infermieri e altri ruoli nel settore, un gap non colmato che ora potrebbe diventare una voragine. L’Nhs rischia di sprofondarci anche per scelte prese proprio in questi giorni. Il premier conservatore Boris Johnson dopo un primo momento in cui ha tentato di sminuire la portata dell’emergenza, si è dovuto ricredere e lanciare misure drastiche.
22.03.2020


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