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Nel 2019, 84mila brittanici hanno lasciato il loro Paese
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In fuga dalla Brexit...
la meta è la Germania
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


Regno Unito, addio, tanti abbandonano la nave e fuggono dalla Brexit. Sempre più sudditi di sua maestà lasciano la loro isola temendo le conseguenze negative del divorzio dall’Ue per cercare "rifugio", anche dal populismo in salsa Tory del premier Boris Johnson, in altri Paesi europei. I numeri pubblicati in un recente rapporto non lasciano dubbi: per tutto il 2019 si prevede la migrazione di 84 mila cittadini britannici verso una nazione del continente, nel 2008 erano stati 59 mila. Si tratta del dato più alto registrato negli ultimi dieci anni. E dove vanno?
Soprattutto in Germania, è questa la meta preferita, nonostante la retorica anti-Berlino messa in piedi negli ultimi tempi dagli ambienti conservatori e da quelli del "tribuno" euroscettico Nigel Farage. Nel 2018 sono stati 11.500 i britannici che hanno scelto località tedesche per rifarsi una vita, e anche questo numero segna un ulteriore record. L’analisi, condotta dal gruppo ‘Oxford in Berlin’ e dal Wzb (Centro di scienze sociali di Berlino), ha rivelato che sono in aumento le cittadinanze tedesche concesse ai britannici: ben 7.493 nel 2017, contro le 622 del 2015, e per il 2019 si prevede una vera e propria impennata. Se si considerano poi tutti i Paesi Ue, le naturalizzazioni di sudditi di sua mestà sono passate dalle 2.106 del 2015 alle 14.678 del 2017.
"Sta emergendo una nuova identità britannico-europea - ha detto Daniel Tetlow, uno degli autori del rapporto - non riguarda solo gli appartenenti alla classe media, ho incontrato infatti persone di tutte le estrazioni sociali, dai meccanici, agli ex militari, agli insegnanti, che a causa della Brexit hanno sentito la necessità di rivendicare il loro essere europei".
C’è perfino una sorta di "bibbia" degli aspiranti ‘expat’, che hanno scelto proprio per l’imminenza del divorzio dall’Ue di fare domanda per un altro passaporto. Il libro si intitola, non a caso, ‘Exit Brexit. Come sono diventata tedesca’, ed è stato scritto dalla corrispondente del Guardian a Berlino, Kate Connolly. A 47 anni, sposata con un tedesco e madre di due figli nati in Germania, ha scelto di prendere la cittadinanza tedesca. La giornalista descrive il travaglio che ha portato alla scelta di opporsi all’esito del referendum sulla permanenza del Regno nell’Unione. Un racconto privato e politico, pieno di emozioni, in cui Kate rivela della bottiglia di champagne già pronta per i festeggiamenti, rimasta poi chiusa, quel fatidico 23 giugno del 2016, quando i britannici scelsero in mag
gioranza il ‘Leave’. Viene descritta la sveglia all’alba del giorno dopo, il trauma, "come quello che può provocare un incidente". Ma la giornalista racconta soprattutto la cronaca di una crisi d’identità: "Mi sentivo tradita. Anche per i solchi che si scavavano fra me e la mia famiglia, solchi che noi tentavano di ignorare ma che comunque mettevano in ombra ogni nostro colloquio".
Per diventare tedesca ha dovuto compiere una "dichiarazione di lealtà" alla Germania, sostenere una spesa di 250 euro, presentare una ventina di documenti, superare un test di lingue e uno sulla storia e sulla cultura nazionali; il tutto si è concluso con una piccola cerimonia di brindisi, insieme a iracheni, siriani e afgani, nuovi cittadini arrivati da molto più lontano di lei.
"Il mio Paese sembrava una nave che puntava dritto verso una tempesta incalcolabile - ha così motivato Connolly la sua scelta, non certo facile  - quello che io facevo era garantirmi un posto su una scialuppa di salvataggio". Aveva previsto il caos che si è scatenato con questa infinita Brexit: la Gran Bretagna diventata una sorta di Titanic, in balia della propria classe politica, incapace di portare a termine il divorzio da Bruxelles.
03.11.2019


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