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Torna la tensione tra la Striscia di Gaza e Israele
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La centrale nucleare
nel mirino della Jihad
R.C.


Si riaccende la tensione in Medio Oriente. Ieri, sabato, dalla Striscia di Gaza è partito un fitto lancio di razzi in direzione di Israele, che ha risposto con dei raid dell’aviazione militare. L’inviato delle Nazioni Unite in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, ha chiesto un cessate il fuoco ma la Jihad islamica palestinese ha risposto minacciando di colpire la centrale atomica israeliana di Dimona, l’aeroporto di Tel Aviv e i porti di Ashdod e di Haifa.
L’escalation, la prima dopo la vittoria di Benjamin Netanyahu alle elezioni dello scorso 9 aprile, ha avuto inizio venerdì. Durante la Grande marcia del ritorno, che raduna ogni settimana centinaia di militanti palestinesi al confine con Israele, c’è stato uno scontro nella zona di Khan Younis. Un cecchino palestinese ha aperto il fuoco ferendo due soldati israeliani e l’esercito di Tel Aviv ha reagito con colpi di cannone sulle postazioni dei militanti. Quattro di loro sarebbero deceduti.
Dall’alba del giorno seguente, sabato, i palestinesi hanno proseguito le ostilità lanciando almeno centocinquanta razzi verso Israele. La maggior parte è stata intercettata dal sistema di difesa Iron Dome, ma alcuni ordigni hanno colpito degli edifici. Si segnala in particolare un razzo che ha colpito una scuola a Kiryat Gat, fortunatamente chiusa per il riposo sabbatico. Ma una donna che si trovava nelle vicinanze è rimasta ferita in modo grave, secondo quanto comunicato dai sanitari. Anche ad Ashkelon, città costiera nel sud di Israele, si registra un ferito, un uomo colpito dalle schegge di un razzo. Un altro ordigno ha colpito il tetto di una casa, sempre ad Ashkelon. La coppia che era in quella casa si è salvata perché, al suono delle sirene di allarme, aveva appena raggiunto l’apposita stanza blindata. Le autorità israeliane hanno ordinato l’apertura immediata dei rifugi nelle zone che si trovano in un raggio di 40 chilometri da Gaza.
Sempre ieri, sabato, l’aviazione di Tel Aviv ha risposto ai razzi palestinesi con un vasto attacco, nell’ambito del quale sono stati colpiti "una trentina di obiettivi terroristici di Hamas e della Jihad islamica palestinese", secondo quanto comunicato dal portavoce militare. Si tratterebbe di strutture per la produzione di armi, piazze di addestramento e una struttura navale di Hamas. Secondo fonti palestinesi, tre persone sarebbero morte, tra cui una bambina, e altre quattro sarebbero rimaste ferite. Israele ha inoltre annunciato la chiusura dei valichi con la Striscia di Gaza, quello pedonale di Eretz e quello merci di Kerem Shalom.
Sia le Nazioni Unite sia l’Egitto, che prima delle elezioni israeliane erano riusciti a far raggiungere una tregua, starebbero ora cercando di calmare le acque. Ma a preoccupare sono le minacce della Jihad islamica contro obiettivi strategici in Israele. La radio militare ha spiegato che i voli da e per l’aeroporto di Tel Aviv sono già stati deviati verso una rotta più settentrionale.
05.05.2019


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