Migliaia di manifestanti pro Ue hanno paralizzato la City
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La marcia di Londra
contro la Brexit
R.C.


Chiedono un altro referendum sul divorzio dall’Ue. Centinaia di migliaia di persone si sono radunate ieri, sabato, nella centralissima Park Lane a Londra da dove è partita una marcia contro la Brexit verso Parliament Square con un comizio finale davanti a Westminster. Mentre i parlamentari sono impegnati a cercare una via d’uscita dall’impasse. Tra la folla dei manifestanti della campagna "Put It To The People" spiccavano le bandiere azzurre con le stelle gialle dell’Ue. La mobilitazione di Londra arriva alla fine di due settimane convulse.
"Revoke, rethink, remain, rejoice": revocare, ripensare, rimanere, rallegrarsi, uno dei tanti slogan immortalati via Twitter che ben riassume la manifestazione anti-Brexit. Nei giorni scorsi una petizione online contro la Brexit ha addirittura mandato il tilt il portale per la raccolta firma con più di quattro milioni di adesioni. Fra gli endorsement pubblici ci sono quelli di diversi esponenti del mondo delle imprese e della finanza, incluso l’appello del magnate Richard Branson che in una lettera ufficiale ha dichiarato "siamo vicini al disastro, ridiamo alla gente la possibilità di votare".
E proprio il ritorno alle urne si sta imponendo come un’opzione concreta, in un momento sempre più caotico delle trattative fra Londra e Bruxelles per l’uscita dell’Isola dal perimetro comunitario. C’è poi una novità. Ovvero che Theresa May, il primo ministro britannico, possa rinunciare a portare in aula per la terza volta il suo accordo, dopo le due precedenti bocciature, il 15 gennaio e il 12 marzo scorsi, con uno scarto di 230 e 149 voti. Questo se dovesse mancare un "supporto adeguato" al suo piano. Si aprirebbe a quel punto un doppio scenario: le dimissioni di May e  una Hard Brexit, ovvero una Brexit senza tutele diplomatiche, che sarebbe rinviata dal 29 marzo al 12 aprile.
24.03.2019


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