A Kabul cinquanta morti dopo gli attacchi dei talebani
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L'Afghanistan al voto
tra attentati e minacce
REDAZIONE CAFFÈ


È un voto insanguinato, quello in Afghanistan. I talebani hanno preso di mira i seggi elettorali con colpi di mortaio a Nangarhar, Kudduz, Ghor, Kunar e altre provincie. Il primo, provvisorio bilancio, parla di quasi cinquanta morti. Ma il loro numero potrebbe drammaticamente salire. Perché gli attentati, avvenuti ieri, sabato, hanno provocato anche oltre cento feriti, alcuni gravi, buona parte ricoverati negli ospedali dell’associazione Emergency. Tra loro anche diversi bambini, uno di dieci anni è arrivato morto.
Gli afghani stanno votando per le elezioni legislative. Un appuntamento arrivato con tre anni di ritardo a causa dei conflitti, il terzo dall’intervento militare americano contro i talebani nel 2001. I candidati sono oltre 2.565 di cui 2.148 uomini e 417 donne. Si vota in un clima di terrore per 102 seggi nella Camera alta, la Mesherano Jirga, e per 250 nella Camera bassa, la Wolesi Jirga. Più di 5mila sono i seggi elettorali nelle diverse aree del Paese controllate dal governo. Nei territori dove spadroneggiano i talebani, invece, 2mila seggi sono rimasti chiusi. Il ministero dell’Interno afghano ha garantito un ampio servizio di sicurezza schierando oltre 70mila fra militari e poliziotti. Nonostante questo, i talebani hanno emesso diversi comunicati di sfida.
Messaggi dove hanno invitato i candidati a ritirarsi e gli elettori a boicottare il voto. Secondo il gruppo islamista queste elezioni non sono altro che una "cospirazione americana maliziosa". Nei mesi scorsi centinaia di persone sono morte e altre sono rimaste ferite in attentati politici. E almeno 10 candidati, degli oltre 2.500 in corsa per le elezioni, sono stati uccisi.  
Le elezioni parlamentari sono un passaggio particolarmente delicato per l’Afghanistan, un indicatore importante in vista del voto presidenziale fissato il prossimo aprile. Ma, soprattutto, hanno un importante significato in vista del summit Onu che si terrà a Ginevra a novembre. In Svizzera verrà chiesto al governo di Kabul di mostrare i progressi fatti in questi anni nel processo democratico.
Il portavoce della commissione indipendente che sovraintende il voto, Aziz Ismaili, dice tuttavia che i risultati delle urne non saranno pubblicati prima di metà novembre e che i risultati finali non saranno disponibili prima di dicembre. Sono 8,8 milioni gli afghani che si sono registrati per andare alle urne. Wasima Badghisy, membro della commissione guidata da Ismaili, ha definito gli elettori "molto coraggiosi" e ha aggiunto che già un’affluenza di cinque milioni di persone sarebbe un successo. Ma la paura nel Paese è tanta. Pochi giorni fa due candidati sono stati uccisi mentre il voto a Kandahar è stato rimandato di una settimana dopo che una guardia ha ucciso il capo della polizia provinciale.
21.10.2018


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