La nuova Guerra fredda si gioca sulle testate atomiche
Immagini articolo
La folle corsa nucleare
non è solo propaganda
GUIDO OLIMPIO


È sfida continua tra Russia e Stati Uniti. Le due superpotenze, nonostante le intenzioni iniziali di Trump e Putin, si scambiano messaggi pericolosi. Scontato fare i paralleli con l’epoca della Guerra Fredda, ma non c’è dubbio che le tensioni sono forti e in molti scacchieri in un’epoca dove - rispetto all’antico passato - si ricorre facilmente all’uso della forza. Da qui i timori.
Il Pentagono, confermando progetti emersi nei mesi scorsi, ha affermato che svilupperà micro-testate atomiche, ordigni che possono essere utilizzati per attacchi "chirurgici" e dunque in operazioni limitate. Mosca - accusano da Washington - ha in progetto una super bomba da far detonare in profondità nel mare e in grado di provocare una gigantesca onda d’urto.
Andando oltre questi annunci, che certamente hanno una loro componente di propaganda, è chiaro che i due rivali vogliono prepararsi a qualsiasi evenienza. Non è un caso che su siti specializzati compaiono scenari dove strateghi parlano di possibilità di conflitti a livello planetario, di capacità e mezzi. Sono solo "disegni" a tavolino, ma che rivelano comunque le preoccupazioni dei due schieramenti.
Sono molti i dossier aperti. Il primo è quello "diretto": mette a confronto i dispositivi bellici russi e statunitensi. Trump vuole rendere ancora più potente l’America e quindi ha deciso di investire in modo massiccio per ristabilire una piena deterrenza. Putin è intenzionato a riconquistare il ruolo della Russia, una meta che deve essere conseguita con un programma adeguato anche se non comparabile con quello degli avversari.
Il secondo elemento riguarda la Corea del Nord, la crisi incombente. Russi e cinesi a parole condannano le provocazioni di Kim Jong un, però nella pratica aiutano il regime ed hanno una grossa responsabilità nello sviluppo dei suoi missili. È chiaro che se Washington volesse lanciare uno strike preventivo contro i siti nord coreani – idea che rimbalza ogni giorno sui media -, si porrebbe aprire una situazione imprevedibile. La paura di una escalation è concreta.
Quindi c’è il Medio Oriente. Le due capitali hanno provato a co-gestire, in qualche modo, la guerra in Siria favoriti dalla lotta all’Isis e lasciando, da un lato, le agende "personali". Ma adesso quest’ultime sono tornate ad imporsi. Mosca, dopo aver salvato il regime di Assad, ha messo radici e intende dettare le regole per il futuro. Washington si è ritagliato un suo spazio nell’area curda e non intende lasciare il campo. Anzi ha rafforzato le installazioni presenti. In mezzo i turchi che giocano su molte sponde. L’abbattimento di un caccia russo da parte dei ribelli dimostra quanto sia instabile il quadro, forse lo "zar" - per ragioni interne - ha annunciato con troppa fretta che la missione era compiuta.
Infine le spinte contrapposte nel continente europeo, con il Cremlino che denuncia l’espansione della Nato verso Est e l’Alleanza atlantica che rimarca le sortite degli avversari, dalle azioni hacker alle intrusioni di velivoli. Pochi giorni fa un jet di Mosca ha "sfiorato" un ricognitore americano nel Mar Nero mentre una nave spia russa è stata segnalata al largo della costa orientale statunitense. Episodi non rari, incidenti se vogliamo minori, ma che alimentano le inquietudini: all’incidente può seguire l’irreparabile.
04.02.2018


IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Quando lo Stato
diventa mamma
L'INCHIESTA

Calano i morosi
delle Casse malati
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

L'anziano digitale
stimola la produttività
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il protezionismo,
retorica della paura
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Mosaici di guerra
dalla postazione Judy
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Lampi di guerra
e fulmini su Trump
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
La razza è un concetto
inventato della politica
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Orchi e melodrammi
non scaldano Cennes
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
L'amore d'antan
nel "Regality show"
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.05.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 28 maggio 2018.
15.05.2018
Pubblicato un nuovo rapporto sullo sviluppo territoriale: "Nuove geografie della logistica nel Cantone Ticino" [www.ti.ch/ostti]
27.04.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Bellinzonese e Locarnese-Vallemaggia
27.04.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali della Riviera e Valli
25.04.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 7 maggio prossimo
18.04.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico "Mobilità ciclabile" della Sezione della mobilità [www.ti.ch/bici]
17.04.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, marzo 2018
10.04.2018
Pubblicato il rendiconto 2017 del Consiglio della magistratura
05.04.2018
Tiro obbligatorio 2018
22.03.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, marzo 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra:
il grande giorno
è finalmente
arrivato

L'arduo tentativo
della formazione
del governo
iracheno