Viaggio in Cile, una somma di comunità con tante anime
Immagini articolo
Sulle orme di Neruda
nel cuore di Santiago
GIÒ REZZONICO


La prima parte del viaggio si articola sulla visita di queste due città, tanto diverse tra loro. La seconda, di cui riferirò settimana prossima, ci porterà invece nel selvaggio continente Antartico. Il volo fino a Santiago è lungo: una quindicina di ore, solitamente con scalo a Madrid. La metropoli - conta oltre 6 milioni di abitanti - sorge in una valle circondata dalle cime innevate della Cordigliera delle Ande e dai rilievi della Cordigliera della Costa. Considerata un’unica città, dove abita oltre il 35 per cento dei cileni, Santiago comprende in realtà 26 comuni e parte del territorio di altri 11. Un fatto che spiega le diverse identità proprie di ogni barrio (quartiere). Situata a oltre 500 metri sul livello del mare, la metropoli gode di un clima temperato: anche durante l’estate (che corrisponde ai nostri mesi invernali) la temperatura non sale sopra i 30 gradi.

Due secoli d’indipendenza
I più antichi ritrovamenti di attività umana nella regione di Santiago risalgono al 10’000 a.C., ma la città fu fondata attorno all’800 a.C. da una tribù locale. L’inizio della dominazione spagnola risale alla fine del Quattrocento, quando Spagna e Portogallo con il trattato di Tordesillas (1494) concordarono che tutte le terre a ovest del Brasile appartenevano alla Spagna. Fu però solo nel 1541 che Pedro de Valdivia fondò la città di Santiago. La dominazione coloniale durò oltre tre secoli. Nel 1810 a Santiago fu dichiarata l’indipendenza del Cile, ma la capitolazione del potere coloniale avvenne solo 8 anni più tardi. Le radici di uno dei principali problemi del Cile indipendente, quello dei latifondi agricoli, risalgono all’epoca coloniale, quando Valdivia ricompensò i suoi seguaci con donazioni di vasti territori agricoli (latifundios).
Ancora negli anni Venti del Novecento le "haciendas" controllavano l’80 per cento dei migliori terreni coltivati. Questa questione, che non venne risolta per altri 50 anni, generò un clima molto conservatore nel paese, condizionato dai proprietari terrieri che non volevano perdere i loro privilegi. All’inizio del XX secolo, con lo sviluppo del commercio del rame proveniente dalle ricche miniere cilene, nacquero accanto all’aristocrazia agricola una nuova élite di ricchi e accanto ai contadini la classe operaia dei minatori. Ben presto le grandi società nordamericane assunsero il controllo delle miniere, che oggi come allora costituiscono la base dell’economia cilena. Di fronte a una situazione sociale esplosiva, alle elezioni presidenziali del 1964 si confrontarono il socialista Salvador Allende e il democristiano Eduardo Frei. Quest’ultimo vinse e si impegnò per riformare la società cilena tentando di controllare l’inflazione, di sanare i conti con l’estero, attuare la riforma agraria e migliorare il sistema sanitario, l’istruzione e i servizi sociali. I suoi sforzi non ebbero però successo perché le sue riforme vennero giudicate troppo lente dalla sinistra ed eccessive dalla destra. In questo turbolento clima politico si fece strada una nuova coalizione di sinistra capeggiata dal medico Salvador Allende, che si riprometteva di nazionalizzare banche, assicurazioni, miniere e di espropriare i latifondisti. Tutti sappiamo come andò a finire. Il primo governo socialista eletto democraticamente al mondo fu rovesciato dal colpo di stato di Augusto Pinochet dell’11 settembre 1973. La sua dittatura si protrasse per ben 17 anni commettendo crimini terribili. Per il ritorno della democrazia bisognerà attendere fino al 1990. Visitando Santiago si incontrano numerose testimonianze che affrontano in modo coraggioso la triste e scomoda pagina della dittatura militare.

Una metropoli tante città
Il cuore di Santiago, sin dalla sua fondazione nel 1541, è la Plaza de Armas. In epoca coloniale, dove oggi sorge una fontana si ergeva il patibolo. Sulla piazza si affacciano la neoclassica cattedrale, costruita tra il 1748 e il 1800, e l’antico palazzo dove ha sede il Museo Historico Nacional, che ripercorre la storia coloniale e repubblicana del Cile.
Le testimonianze della cultura precolombiana sono invece custodite nel prestigioso Museo Chileno de Arte Precolombino, che si trova a poca distanza. Spostandosi di pochi isolati da Plaza de Armas in direzione nord si raggiunge il Mercado Central, ricco di proposte gastronomiche e certamente uno dei luoghi più pittoreschi della città. Camminando in direzione sud si imboccano invece le due vie pedonali più frequentate (Paseo Ahumada e Paseo Estado), animate da artisti di strada e da bancarelle di street food.
Poco distante si erge monumentale il Palacio de la Moneda, elegante edificio neoclassico progettato nel tardo Settecento, residenza del presidente cileno. La sua facciata nord fu seriamente danneggiata da un bombardamento durante il colpo di stato militare del 1973 che destituì il governo di Salvador Allende. Non molto distante sorge la graziosa Iglesia de San Francisco, il più antico edificio coloniale di Santiago, risalente alla fine del Cinquecento. Dalla chiesa si accede a due belle vie acciottolate, Calle Paris e Calle Londres, con case in stile europeo degli anni Venti del Novecento. Allontanandosi dal centro in direzione ovest si raggiunge il Barrio Brasil, dove sembra di trovarsi in un’altra città, più semplice, più sudamericana con i suoi vivaci murales. Emozioni completamente diverse si provano nell’internazionale Barrio Las Condes, ricco di grattacieli e centri commerciali, ristoranti blasonati e negozi di lusso con i marchi più esclusivi. Per chi ama invece le atmosfere un po’ bohème vale la pena di recarsi, soprattutto la sera, nel Barrio Latarria e Bellas Artes, con i suoi simpatici bar e ristorantini. Ma il quartiere più animato di notte è certamente il Barrio Bellavista con le sue pittoresche vie e piazzette, ricche di proposte gastronomiche di ogni genere. Bellavista è noto anche perché ospita La Chascona, la casa del grande poeta cileno e premio Nobel Pablo Neruda, costruita per ritirarsi con la sua amante Matilde Urrutia. La visita di questa casa permette di penetrare nel mondo di Neruda con le sue contraddizioni e la sua passione per le cose belle. Poco distante dalla Chascona (liberamente traducibile con "capelli arruffati", un nome ispirato dai ricci ribelli di Matilde), una funicolare porta in pochi minuti al Cerro San Cristobal, da cui si gode la migliore vista sulla città.

Valparaíso, seconda capitale
"Quanto sei folle Valparaíso … non hai mai finito di pettinarti, non hai trovato il tempo per vestirti, sei sempre stata in balia della vita". Così il suo cittadino più illustre, Pablo Neruda, definì la deliziosa baraonda di questa città cadente, pittoresca, poetica. La storia di Valparaíso è legata al mare e al suo porto, dove durante l’epoca coloniale i galeoni carichi di oro e di altri prodotti del Nuovo Mondo facevano scalo, diretti verso la Spagna. La parte più interessante della città non sono però i quartieri che si affacciano sul porto, con al centro Plaza Matriz, cuore storico della città, bensì i "cerros", le numerose colline che si raggiungono dal lungomare attraverso antichi ‘ascensores’, piccole funicolari costruite tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. I quartieri collinari più rinomati (Conception, Alegre e Bellavista) presentano ripide e tortuose viuzze acciottolate su cui si affacciano decadenti palazzi coloniali e più umili costruzioni con le facciate in lamiera ondulata dipinte di sgargianti colori. Ogni angolo della città, ma soprattutto i "cerros" sopracitati, è rallegrato anche dai vivaci colori di un’arte pittorica costituita da suggestivi murales ispirati alle più svariate tematiche, che vanno da seducenti immagini femminili ai più seri problemi sociali e politici. Al Cerro Florida, sopra il Bellavista, sorge "La Sebastiana", residenza di Neruda. "Sono stanco di Santiago - scriveva il poeta a un’amica - desidero trovare a Valparaíso una casetta dove vivere e scrivere in tranquillità". Dopo lunga ricerca Neruda optò per un edificio ancora in costruzione, ma abbandonato dopo la morte del suo proprietario, con una splendida e imprendibile vista sulla plaga. Lo scrittore terminò i lavori e nel settembre del 1961 organizzò una memorabile festa di inaugurazione. Anche questa residenza, come quella di Santiago, propone soluzioni originali e interessanti collezioni di oggetti, ma ciò che più colpisce è una comoda poltrona davanti a una finestra da cui si capisce bene come la vista sulla città e sul mare fosse un’incredibile fonte di ispirazione per Neruda.
Secondo la guida turistica Lonely Planet, Valparaíso è la città più interessante del Cile e molto più affascinante di Santiago, da cui dista 120 chilometri. Il tragitto si può percorrere in bus attraversando la Valle de Casablanca, dove si producono i migliori vini bianchi cileni.
Dal 1980 Valparaíso è anche sede legislativa del Cile per volontà del dittatore Augusto Pinochet, che ha trasferito il Congreso Nacional da Santiago alle rive del mare, in un moderno palazzo appositamente costruito sulle fondamenta di una delle case in cui il generale aveva trascorso la sua infanzia.
18.08.2019



ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
18.03.2020
Pubblicazione straordinaria: Decreto esecutivo concernente l’annullamento e il rinvio delle elezioni comunali per il periodo 2020-2024 del 18 marzo 2020
18.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, marzo 2020
13.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2020
11.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, Ticino, quarto trimestre e anno 2019
28.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2020
26.02.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 9 marzo 2020
19.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2020
14.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, gennaio 2020
11.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2020
10.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2019
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Se si stampa il denaro
solo per indebitarsi
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il terrorismo resterà
ancora un pericolo
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi


IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie




I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Coronavirus,
negli Stati uniti
1500 decessi
in appena 24 ore

Francia:
accoltella persone
nel centro
di Romans-sur-Isère

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00