function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};
Lidia Gallico
Immagini articolo
"Io, ebrea ringrazio
il Ticino terra d'asilo"
GIUSEPPE ZOIS


Nessuno in Svizzera mi ha mai offesa o discriminata perché ebrea. Piuttosto fui umiliata dalle leggi fasciste, che calpestarono la dignità umana. La storia dovrebbe essere maestra di vita, ma non sempre impariamo come dovremmo. Del resto basta guardare quanto odio c’è in giro, quante barriere. No, non è un bel momento e neppure un bel mondo". I ricordi di Lidia Gallico legati al Ticino sono datati: 25 gennaio 1944 notte dell’angosciante arrivo; 13 luglio 1945 ritorno euforico in Italia. Aveva 11 anni e mezzo quando con il papà Enzo, medico, e la mamma Tina Rimini, casalinga, cercarono rifugio nel Ticino, dove tra la fine del 1943 e l’aprile 1945 furono accolti 6mila ebrei.
A lei, Lidia Gallico, e ai suoi genitori andò decisamente meglio che a Liliana Segre, a suo padre e due cugini. Solo 49 giorni separano le due esperienze: Liliana con i suoi fu respinta ad Arzo il 7 dicembre del 1943. Due storie tra le migliaia della Shoah. Liliana non riesce ancora a perdonare quel rifiuto; Lidia, classe 1932, pensa con gratitudine alla Svizzera.
Il Caffè l’ha raggiunta a Mantova. Sono passati ormai 74 anni. Lidia, professoressa di inglese, è circondata dal marito Ippolito Cazzaniga Donesmondi e dalle figlie Eleonora, Cecilia e Lorenza, che pendono dalle sue parole: "Non so bene come fu vissuto dai miei genitori questo esilio: dopo la guerra, preferirono il silenzio. Per me e la mia famiglia e per migliaia come noi, il Ticino è stato la salvezza. Io non posso che dire bene del trattamento ricevuto. Le suore dell’Istituto Santa Maria a Bellinzona sapevano che ero ebrea e mi lasciarono una grande libertà. Quando accadde quello che avrei dovuto vivere e che poi segnò l’esistenza mia e della mia famiglia, io ero una ragazza di 11 anni. Percepivo però che la situazione andava appesantendosi".
Le leggi razziali del 1938, la segregazione scolastica, la confisca dei beni ebraici furono tutti cupi, precisi segnali. Il cerchio si stringeva e così, nel settembre 1943, prima partì il padre che si nascose a Castellucchio, poi dovettero farlo anche moglie e figlia. Ben presto, altra fuga, stavolta verso Bergamo, più precisamente ad Albino, dove si era già acquartierata una famiglia di cugini, i Goldstaub. Furono accolti tutti nella casa contadina di Elisabetta ed Edoardo Nicoli, genitori di 5 figli, 3 dei quali vivono a Balerna e Castel San Pietro: Osanna, 88 anni; Melchisedech, 84 e Edgardo, 79. Quasi 5 mesi spensierati, in libertà. "Un triste giorno, però, Edoardo Nicoli giunse trafelato per avvisarci che c’era un gruppo di soldati tedeschi in perlustrazione e che dovevamo nasconderci".
Prima che sorgesse l’alba del 23 gennaio 1944, in fretta e furia i Gallico si misero in viaggio verso la Svizzera. Il traghettatore volle 25mila lire a testa per l’espatrio. "Arrivammo alla frontiera il 25 gennaio, dopo due giorni molto impegnativi, fatti in treno, a tappe per non dare troppo nell’occhio. La notte era buia, senza luna, con neve ovunque. Facevamo fatica a tenere la camminata dei nostri passatori. Dopo un’ora, finalmente il confine. Ci fecero passare sotto la rete, alla quale erano attaccati campanelli per scoraggiare entrate e fummo abbandonati a noi stessi. Nottetempo una donna ci indicò la strada per raggiungere la polizia. Sulle prime, le guardie volevano respingerci e non credevano che fossimo ebrei. Dopo un serrato colloquio con papà, fummo accompagnati al più vicino centro di raccolta da un gruppo di soldati, uno dei quali impietosito mi donò una mela". I Gallico vennero dapprima assegnati alla Villa vescovile di Balerna, poi Casa d’Italia a Bellinzona, quindi Majestic a Lugano, infine Eldorado di Castagnola per i genitori, "Santa Maria" per Lidia.
È passata una vita. Forse anche Lidia come i suoi genitori non ha mai voluto rivivere il suo dramma fino a 60 anni, quando ha ripreso in mano i suoi lontani fogli di diario, scritti "con la penna dell’animo" e ordinati nelle pagine di "Una bambina in fuga" (ed. Gilgamesh). Parafrasando Primo Levi, suggella: "Chi è stato perseguitato, lo è per sempre".
27.01.2019


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
20.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, aprile 2020
15.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, aprile 2020
13.05.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 25 maggio 2020
12.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2020
12.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, aprile 2020
08.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Dati settimanali provvisori sui decessi, Ticino e Svizzera, stato al 5.5.2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, aprile 2020
06.05.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, aprile 2020
30.04.2020
Pubblicato il Rendiconto 2019 del Consiglio di Stato
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Ripartenza a singhiozzo
e borse poco indicative
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il braccio del Sultano
"allunga" il suo potere
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Notte
di violenze
nelle città
statunitensi

La lenta
ripartenza
della cultura
europea

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00