Una società vuole recuperare i "tesori" del transatlantico
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Fra Usa e Inghilterra
è la guerra del Titanic
ALESSANDRO CARLINI


Se ne sta adagiato coi suoi "tesori" nascosti a 3.810 metri di profondità nell’Oceano Atlantico settentrionale. Il relitto del Titanic dal lontano 15 aprile 1912, quando il transatlantico detto l’inaffondabile dopo aver urtato un iceberg colò invece a picco portando nel fondo del mare 1.500 vittime, è una sorta di monumento degli abissi che rappresenta una tragedia della modernità. Rischia però lentamente di scomparire, di dissolversi per una serie di motivi: erosione, batteri, flora e fauna sottomarina, correnti profonde. Per questo una società americana, la Rms Titanic Inc.(Rmst), ha lanciato un progetto a dir poco ambizioso che consiste nel recuperare alcuni oggetti di grande importanza storica all’interno del relitto, sfruttando una flotta di piccoli robot sottomarini, i Rov.
L’iniziativa non poteva che scatenare una polemica internazionale che ha coinvolto le autorità di Regno Unito e Usa, oltre ad accendere sui media anglosassoni un nuovo dibattito sulla violazione di un luogo ritenuto da molti un cimitero sottomarino. "Naturalmente noi rispettiamo la tragedia che è avvenuta, ne siamo del tutto consapevoli - ha dichiarato Bretton Hunchak, presidente della società americana - ma la dura realtà è che dobbiamo condividere quello che possiamo vedere col resto del mondo. Soprattutto prima che vada del tutto perduto". Con la ragione del "potrebbe essere troppo tardi" sono quindi pronti a partire per una spedizione che ricorda quella narrata nel film Titanic da James Cameron. Lo speciale robot teleguidato da una nave appoggio dovrebbe praticare un varco nella copertura della nave ed entrare all’interno della sala radio per recuperare il voluminoso trasmettitore, uno dei primi congegni usati sulle grandi imbarcazioni dopo l’invenzione di Guglielmo Marconi. Sarebbe la prima volta nella storia che si compie un recupero di oggetti all’interno del relitto. Nelle precedenti spedizioni migliaia erano stati gli oggetti ritrovati dalla Rmst, che può contare su una esclusiva licenza di recupero dal lontano 1993, ma sempre all’esterno di quello che resta del transatlantico. Negli anni molti reperti sono stati messi all’asta, spesso per cifre da capogiro, e i musei britannici sono stati spesso in prima fila per accaparrarseli e non farli finire nelle mani di privati. Ma questa volta la corsa agli abissi degli americani, foraggiati da una serie di fondi di private equity, ha incontrato un ostacolo non da poco nelle autorità di Londra che si oppongono e chiedono il sostegno di quelle Usa. È stato da poco siglato dai due governi un trattato per preservare il relitto proprio da questo tipo di spedizioni che si aggiunge già alla protezione assicurata dallo status concesso dall’Unesco nel 2012, in occasione dei 100 anni dall’affondamento.
Anche i parenti delle vittime sono pronti a scendere in campo per quella che giudicano una vera e propria profanazione. In proposito si era già espressa nel 2000 l’ultima sopravvissuta del naufragio, Millvina Dean, scomparsa nel 2009: "La nave deve essere lasciata in pace. Va bene per i reperti e i frammenti che sono stati recuperati all’esterno, sul fondo del mare. Ma entrare nella nave è completamente sbagliato". Un monito che i cacciatori di relitti però non intendono rispettare.
Sono sicuri, stando al Daily Telegraph, di poter ottenere una autorizzazione da un giudice americano che permetta loro ancora una volta di scendere in profondità e in questo caso entrare nello scafo coi loro robot: hanno già avviato una pratica legale presso una corte della Virginia. Promettono di riportare all’originario funzionamento la ricetrasmettente sulla quale hanno messo gli occhi, per riascoltare la "voce" del Titanic, e quel "sos" diffuso nella notte dell’affondamento. Ma pare proprio che l’eco lontano delle vittime chieda invece di continuare a rispettare un doveroso silenzio. In particolare se si considera che il cosiddetto "tesoro del Titanic" - negli anni si era favoleggiato di incredibili ricchezze custodite nella stiva e di come recuperarle, da una quantità imprecisata di lingotti d’oro a una mummia egizia preziosa e maledetta fino a qualche misteriosa sostanza connessa con l’energia nucleare - è rimasto pura fantasia.
16.02.2020


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