Una fitta rete cicloturistica collega Vallese e Novarese
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Viaggio lungo 200 km
fra l'Italia e la Svizzera
GIANFRANCO QUAGLIA


Passeggiando in bicicletta accanto a te/ Pedalare senza fretta la domenica mattina/ Fra i capelli una goccia di brina/ Ma che faccia rossa da bambina/ Fai un fumetto respirando/ Mentre mi sto innamorando". Chi non ricorda l’incipit della splendida canzone di Riccardo Cocciante, "In bicicletta", anno 1982?
Le parole di quel testo sono state mutuate dal progetto italo-svizzero "In bici a pelo d’acqua", che unisce Italia e Svizzera attraverso un itinerario di quasi 200 chilometri, tutto sulle due ruote. La descrizione del progetto continua infatti con "Pedalando senza fretta nell’area transfrontaliera, dal Vallese al Novarese, lungo le reti cicloturistiche, alla scoperta della cultura, della natura, della storia e dell’enogastronomia". Un richiamo alla grande bellezza di un territorio transnazionale, diviso (o unito) dalle montagne, impreziosito dai corsi d’acqua e dai laghi.
L’iniziativa ha un valore e un costo di oltre un milione di euro ed è finanziata dal programma Interreg con 900mila euro per gli interventi da realizzare in Italia e 181mila franchi per quelli in territorio elvetico.
Il progetto si è classificato terzo assoluto tra i 20 selezionati (59 quelli presentati) nell’ambito del programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera: complessivamente 32,5 milioni di euro erano stati messi a disposizione dall’Italia, 5,5 milioni di franchi stanziati dalla Svizzera. Capofila per parte italiana è l’Agenzia turistica locale della Provincia di Novara (Atl), partner Regione Piemonte, Provincia-Camera di Commercio-Comune di Novara, l’Ente gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, il Distretto turistico dei Laghi. Per la Confederazione, invece, gli omologhi esponenti sono Hes-So Valais Wallis, Alta Scuola di Gestione e Formazione del Turismo, partner Adot Valais Wallis, Rwoag e Valais Wallis Promotion.
Filo conduttore dell’itinerario è l’acqua: dal Rodano che scorre nel Vallese, sino al Toce nel Verbano Cusio Ossola, ai confini con la Svizzera, poi nella Valle del Ticino, lungo il fiume italo-svizzero per eccellenza e definizione, che dà vita al parco fluviale più grande d’Europa. Infine alla risaia della Bassa novarese che confina con la Lomellina, dove l’opera dell’uomo ha disegnato il triangolo d’oro della risicoltura italiana. Un viaggio senza frontiere, che costeggia laghi, canali, s’immerge nei boschi. Ovviamente non casuale né improvvisato: il percorso sarà indicato da una segnaletica già in corso di attuazione.
Sarà un unico grande itinerario dominato dal fattore comune dell’acqua, con grandi fiumi come il Rodano nel Vallese; in Italia il Toce e il Ticino, laghi come quello di Mergozzo, Orta, Maggiore, la fitta rete di canali irrigui, come spiega Maria Rosa Fagnoni, presidente di Atl Novara. "La sfida è quella di aumentare l’attrattività dell’intera area, consapevoli che solo l’unione può fare la forza. L’obiettivo che ci siamo posti è di potenziare e valorizzare gli itinerari ciclabili già esistenti attraverso la realizzazione di interventi condivisi e innovativi, con l’uso di tecnologie cartografiche avanzate". Previste la creazione di bike hostel nel Parco del Ticino a Villa Picchetta di Cameri (Novara), una struttura di ospitalità dedicata ai bikers, un ricovero bici e una ciclofficina. "Oltre a una postazione di ricarica per e-bike con colonnine a energia solare da installare nel castello sforzesco-visconteo di Novara - conclude Fagnoni -, dove sarà anche possibile noleggiare biciclette".
14.07.2019


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