Le spese per le 'cure a casa' sono salite a 50 milioni l'anno
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Un "aiuto domiciliare"
diventato carissimo
PATRIZIA GUENZI


Sul banco degli imputati, ogni qualvolta si parla di costi sanitari, ci sono le cure ospedaliere, quelle ambulatoriali e i farmaci. Un trittico che generà una spesa annuale miliardaria. Invece, delle cure dispensate direttamente a casa degli assicurati, la maggior parte anziani, si parla meno. Eppure è un aiuto domiciliare ultramilionario. In Ticino, nel giro di cinque anni la spesa per questo tipo di assistenza, chiamata anche Spitex, è aumentata di ben 20 milioni di franchi. Dai 29 milioni 908mila del 2011 si è passati ai 49 milioni 345mila franchi del 2016. Una crescita del 65%. Più contenuto l’aumento a livello nazionale, cresciuto del 47 per cento, da 557’675’988 (2011) a 824’028’800 (2016). Costi a carico delle casse malati i cui premi aumentano sempre più. Un modo per contenere i costi lo spiega l’economista Stefan Felder (vedi articolo in basso).
Cifre impressionanti, giustificate, è un dato di fatto, dall’invecchiamento della popolazione, la fetta di cittadini che pesa di più sui costi dell’assistenza domiciliare e che s’ingrossa anno dopo anno. Sostegno e supporto per i bisogni quotidiani come lavarsi, vestirsi, mangiare, muoversi, la consegna di farmaci o altro materiale e fornire semplici prestazioni infermieristiche. Facendo un rapido calcolo, degli attuali 80 miliardi di franchi che costa la sanità svizzera ogni anno, quasi un miliardo (dal 2016 la spesa è sicuramente lievitata) se ne va soltanto per garantire l’assistenza domiciliare ai cittadini-pazienti. Un servizio nato, in Ticino, a partire dai primi Anni 70 e subordinato ad autorizzazione cantonale dal 2011. Un ambito che non conosce crisi. Tanti gli attori in gioco. Tant’è che qualche giorno fa il deputato ps Raoul Ghisletta ha chiesto al governo se "corrisponde al vero che vi sono servizi d’assistenza a domicilio che lavorano senza contratto di prestazione e che vengono rimborsati dalle casse malati".
 Stando ai dati 2016 del Cantone gli Spitex attivi sono trentasei, trenta privati, sei pubblici (questi senza scopo di lucro). Non sempre i loro servizi sono strettamente infermieristici. Sovente si tratta soltanto di dare un’occhiata all’anziano o poco più. Le tariffe variano a dipendenza della prestazione. Ma chi verifica se queste corrispondano a quelle indicate sulla fattura inviata alla cassa malati? Christophe Kämpf, portavoce di Santésuisse, la maggiore associazione di casse malati, spiega che "i controlli ci sono eccome. Innanzitutto ad ogni prestazione deve corrispondere una prescrizione del medico che valuta nel dettaglio i bisogni del paziente e il tempo necessario. Mentre le richieste per oltre 60 ore di cura al trimestre vengono esaminate preventivamente da un gruppo di medici dell’assicurazione del paziente".
Alcune associazioni che operano sul territorio hanno un contratto con i cantoni, quindi usufruiscono di un contributo; le altre ricevono solo i rimborsi delle casse malati. A livello nazionale, dati dell’Ufficio di statistica (Ust) 2015, gli Spitex attivi erano 920. In Ticino,  erano 25. Nel Vallese, cantone simile al nostro per numero di abitanti e conformazione geografica, solo 8. Nel canton Friborgo, circa 300mila abitanti, 15 gli Spitex. Da notare, tra l’altro, che il Ticino è uno dei pochi cantoni in cui i privati superano il servizio pubblico.
Fintanto che l’anziano è autosufficiente e riesce a restare a casa propria, pur con un’assistenza, un risparmio sull’insieme dei costi sanitari c’è. L’entrata definitiva in un istituto solitamente è una soluzione più costosa. Anche se prima c’è un’altra possibilità: l’appartamento protetto. Strutture con bi o trilocali dotati di tutti i confort necessari e con servizi vicini. Appartamenti su un piano solo, senza barriere architettoniche, studiati apposta per le esigenze della terza (e della quarta) età. In Ticino, negli ultimi anni, è stato tutto un fiorire di questo tipo di alloggi. Progetti spesso in collaborazione tra pubblico e privato, che assicurano anche spazi comuni e servizi utili come, ad esempio, il custode sociale. Un’esigenza, questa, che si farà sempre più acuta in futuro, per un cantone che sarà invaso da un esercito di over. Si calcola che nel 2040 gli ultra 80enni saranno più che raddoppiati rispetto al 2010, una crescita del 142%. Più in generale la quota di over 65 passerà dal 23% del 2015 al 32% nel 2040. Ma sarà indispensabile trovare un modo per risparmiare sui costi sanitari in generale, già ora una spesa divenuta ormai insostenibile per molti assicurati.

pguenzi@caffe.ch
19.11.2017


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