Fuori dal coro
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I cavalli di Troia
di Putin e Trump
GIÒ REZZONICO


Sono molto preoccupato per l’evoluzione politica di questi ultimi mesi e anni. Si sta creando un nuovo ordine mondiale, che vede il modello democratico occidentale in profonda crisi e l’Europa seriamente minacciata. Il cosiddetto sovranismo, cioè il populismo nazionalista e razzista, si sta affermando in tutto l’Occidente. Dagli Stati Uniti di Trump alla new entry di Jair Bolsonaro in Brasile (ammiratore dell’ex dittatura militare), dalla Polonia all’Ungheria che censura i giornali, dalla Svezia alla Norvegia e alla Danimarca, per approdare all’Italia di Salvini e Di Maio, alla Svizzera e al nostro piccolo Ticino. Preoccupano anche la perdita di consensi di Angela Merkel, una donna con un profondo senso dello Stato, in Germania e di Macron in Francia. Dove ci porterà tutto ciò? Mi capita spesso di parlarne con amici. Alcuni, pochi, condividono le mie ansie. Altri mi dicono che leggo troppi giornali e che nulla cambierà. Anche negli anni Venti e Trenta del Novecento, quando sono nati i fascismi, furono in molti a sottovalutare quanto stava accadendo. E ben sappiamo a che cosa hanno portato. Anche allora l’affermazione del "nuovo" trovava terreno fertile, come avviene oggi, nella crisi dei partiti politici che allora come oggi avevano perso credibilità agli occhi dei cittadini.
Nelle democrazie moderne, si è ampliato il fossato tra gli eletti e gli elettori. Ed ora ne stiamo raccogliendo gli amari frutti con politici che hanno perso il senso dello Stato, che non dicono cioè le cose come stanno e cosa si dovrebbe  o potrebbe fare nell’interesse comune. Per ottenere consensi seminano paure, promettono ciò che non è possibile realizzare (si veda il caso Italia), creano attese insostenibili e irrealizzabili nei cittadini che poi cavalcano per scopi elettorali. E se ciò che propongono non va in porto la colpa sarà degli altri (si veda di nuovo il caso Italia), cioè dell’Europa. Il governo Salvini/Di Maio riceve complimenti da Trump e tesse legami con Putin: due capi di Stato che hanno interesse a indebolire l’Europa utilizzando il governo italiano come cavallo di Troia.
È questo un gioco perverso ed estremamente pericoloso. Salvini e Di Maio dicono di volere un’Europa diversa, Paesi con maggiori poteri per rispondere meglio alle richieste dei cittadini. Ma quanto durerebbe un’Europa in cui ogni paese tira la coperta dalla propria parte? Senza un forte potere centrale, magari diverso da quello attuale, non ci può essere unità e non si può nemmeno mantenere una moneta unica, che si regge solo se tutti gli stati si attengono a determinate regole (Italia compresa). Certo, si può discutere sull’attuale ruolo dell’amministrazione di Bruxelles, ma senza un forte potere centrale sarebbe il caos e quindi la fine dell’Europa.
04.11.2018


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