function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Fogli in libertà
La sciagura di un Paese
dove regna un fantoccio
RENATO MARTINONI


Oggi è il giorno del commiato e, non potrebbe essere altrimenti, l’occasione si tinge di amaro. Anche perché fra chi scrive e chi legge si stabilisce nel tempo, se non un’affezione, almeno una consuetudine. Nel consenso e nel dissenso. Ho tenuto questa rubrica per undici anni. Inutile aggiungere, lo chiedeva il suo nome, che nel riempire i fogli ho goduto della libertà la più totale. Ho toccato tasti che hanno sollevato qualche rampogna: mi ha poi spiegato un tale delle istituzioni che i panni sporchi vanno lavati in casa. Mai in pubblico. Immaginarsi. Ho sempre risposto, privatamente, a chi mi ha scritto parole educate, di approvazione o no. Non però a un tale, un poco impantanato nel cervello, che su un altro domenicale mi ha fatto dire l’esatto contrario di quello che avevo scritto.
Potrà sembrare strano che chi si occupa di cultura intervenga su fatti che non la riguardano direttamente. È un’osservazione infondata. Primo, perché la cultura è parte integrante della società. Poi perché anche gli uomini di cultura sentono a volte il bisogno, osservando la realtà, di commentarla. Allora questo diritto diventa un dovere. Anche se, con le critiche, non si guadagnano amicizie né favori. So di avere insistito molto su certi argomenti. Ma, per dirla con il Piccolo Principe, "bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi". Non c’era scampo, d’altronde. Da trent’anni in qua il nostro Paese si è chiuso in maniera preoccupante. Dalla politica clientelare, ma tutto sommato democratica, è finito nelle mani di pseudodifensori della libertà intenti a coltivare le loro fisime e soprattutto a difendere i loro interessi, sprezzando quelli degli altri e non esitando a mentire pur di assecondare le loro ideologie. Di gente partita con l’illusione di cambiare il mondo e poi sedutasi sulle poltrone ancora tiepide di quegli avversari che diceva di voler combattere. Chissà cosa faranno i loro discepoli...
L’impressione, che la scomparsa di questo domenicale assevera, è che manchi sempre più, qui come altrove, lo spazio per un dibattito aperto, sano, coraggioso, fra persone moralmente oneste che la pensino in maniera diversa (siamo sinceri: nelle contese tutti hanno un po’ di ragione e tutti hanno un po’ di torto. Chi lo nega è un manicheo). Non passa però giorno, dietro facce apparentemente rassicuranti, senza che si vedano politici che si accaparrano il potere e poliziotti che mostrano i muscoli. Sono loro i nuovi "difensori" della patria. Si aggiunge la preoccupazione di essere nelle mani di gente non sempre all’altezza, nelle capacità, e neanche affidabile, nella coscienza.
È allora che compare dietro l’angolo un ammonimento biblico: "Sciagura a te Paese dove un fantoccio regna" (Qohélet).
03.07.2021


LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Cina un Paese-partito
frenato dai suoi leader
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
"Le navi delle ong
attirano i barconi"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La tranquilla città
del killer fantasma
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
I movimenti verdi europei
colorano la sbiadita politica
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
La protesta dei giovani
dalla piazza vada nelle urne
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

50 anni fa
moriva
Jim Morrison

Tigre:
allarme Onu
sulla carestia

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00