function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Chiedono una garanzia per le future degenze Covid
Immagini articolo
Il Cantone non risponde
a Ente e Moncucco
PATRIZIA GUENZI


Aquesto punto sembrerebbe proprio che quei 5 milioni di franchi chiesti  dall’Ente ospedaliero e dalla Clinica Luganese Moncucco per farsi trovar pronti in vista di una ripresa dei contagi il Cantone non intenda "investirli". Sarebbe una sorta di garanzia, per 35 letti Covid, richiesta dalle due strutture già parecchie settimane fa e a cui il Dipartimento della sanità non ha mai risposto. Il Caffè ne aveva dato notizia a fine maggio e la situazione, a oltre un mese, non sarebbe cambiata. Un cambiamento ci sarebbe invece riguardo il rimborso che da tempo ospedali e cliniche del cantone chiedono al governo per le spese sostenute durante le ondate di Covid e i mancati incassi per il blocco dell’attività ordinato da Berna. Il 7 luglio dovrebbe essere presentata una bozza di risoluzione governativa in Consiglio di Stato.
Ma torniamo ai 35 letti Covid. Indispensabili, visto che con l’arrivo della stagione fredda è probabile che il virus torni a correre, a contagiare e a riempire le corsie degli ospedali. È un’ipotesi, uno scenario a cui Ente e Moncucco non vogliono farsi trovare impreparati. Ma se così non fosse - e tanto meglio! - le due strutture non intendono sobbarcarsi i costi per il mancato utilizzo dei letti, o di parte di essi, e minare ulteriormente i bilanci già fortemente compromessi dopo un anno e mezzo di Covid. L’aiuto chiesto da Ente e Moncucco al Cantone non è per i reparti di cura "normali". Quei 180-200 letti Covid che in tutto metteranno a disposizione sarebbero gestiti ciascuno con il proprio personale. Quello chiesto è un sostegno economico solo per i 35 letti approntati nei reparti di cure intensive e per stipendiare il personale specializzato (si è calcolato la metà del fabbisogno rispetto all’ultima ondata).
Più le settimane passano e più la variante Delta fa paura. Più aggressiva, contagiosa potrebbe - anche se per ora gli esperti tranquillizzano la popolazione - potrebbe, dicevamo, anche mettere in forse la tenuta dei vaccini. Previsioni inquietanti. Al di là di queste, resta un fatto: una parte della popolazione non è vaccinata, o non ancora o perché no-vax. Inoltre, allargando lo sguardo oltre i nostri confini, di qui a un paio di mesi non tutta la popolazione del mondo sarà vaccinata e il pericolo mutazioni proveniente soprattutto da quei Paesi in cui la profilassi è molto carente è reale. Oltre alla Delta potrebbe arrivarne un’altra davvero "cattiva".
Insomma, giustamente Ente (ci sarà una distribuzione dei casi Covid in tutte le strutture e non più solo alla Carità di Locarno come durante le prime tre ondate) e Moncucco vogliono approntare tutto il necessario. Senza però correre il rischio di ritrovarsi con un bilancio ancora più "rosso". Le ferite inferte agli istituti di cura a causa delle mancate entrate causate, soprattutto durante la prima ondata del virus, dallo stop delle attività ospedaliere non si sono ancora risanate. A livello nazionale si è calcolato, lo ha fatto H (Associazione degli ospedali svizzeri), che i mancati introiti registrati la scorsa primavera siano stati di circa un 1,5-2 miliardi di franchi. La fetta relativa alle strutture sanitarie del cantone dovrebbe aggirarsi attorno ai 60 milioni. La parte preponderante è quella dell’Ente.  
Cinque milioni, dunque, che potrebbero far guardare all’autunno con più serenità Ente e Moncucco. E anche tranquillizzare la popolazione. Sicura di avere a disposizione una quantità di letti sufficiente per garantire il ricovero delle persone che quest’autunno potrebbero ammalarsi di Covid e avere dunque bisogno di particolari cure ospedaliere.
pguenzi@caffe.ch
03.07.2021


Articoli Correlati
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La Cina un Paese-partito
frenato dai suoi leader
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
"Le navi delle ong
attirano i barconi"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La tranquilla città
del killer fantasma
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
I movimenti verdi europei
colorano la sbiadita politica
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
La protesta dei giovani
dalla piazza vada nelle urne
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

50 anni fa
moriva
Jim Morrison

Tigre:
allarme Onu
sulla carestia

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00