La formazione strumento per "aiutare" l'ascensore sociale
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La società si "scala"
con più lauree e diplomi
CLEMENTE MAZZETTA


L’ascensore sociale in Ticino si è vestito di rosa. L’assalto delle donne agli studi superiori, universitari, segnala anche una rivincita di genere nel tentativo di salire scala sociale. La crescita della popolazione femminile studentesca ticinese negli ultimi decenni è stata imponente. Negli anni ‘70 le ragazze iscritte all’università non arrivavano al 30%. Attualmente superano il 50%.  Crescono le donne all’università e cresce l’importanza del diploma di istruzione superiore per accedere a posizioni sociali più elevate.  Le persone con una ridotta formazione infatti fanno ancora più fatica a salire la scala sociale, rispetto al recente passato, sostiene Julie Falcon, docente di sociologia all’Università di Losanna (vedi pagina a fianco). L’anno di svolta in Ticino per la "riscossa femminile", rispetto ai maschi universitari, è stato il 2010. Da allora questo stato si è consolidato. Stando ai dati più recenti, nell’anno scolastico 2017-18, su 5’321 studenti universitari ticinesi, le donne erano 2’682, il 50,4%. Surclassano i maschi soprattutto nelle facoltà umanistiche: scienze umane, lingue e letteratura, dove si attestano attorno al 70%. Salgono al 73% nelle scienze sociali, quali sociologia, scienze politiche, comunicazioni sociali, mass-media, psicologia.
Professioni che non sono certamente le più retribuite, e che evidenziano ancora un limite di genere, uno stereotipo persistente nella scelta dei corsi universitari. E che hanno prodotto anche una femminilizzazione del corpo docente della scuola dell’obbligo.Tendenza diffusa in quasi tutti i Paesi europei, ma che in Ticino raggiunge percentuali significative.
A prescindere dalla scuola dell’infanzia che si distingue per la presenza di (quasi) sole donne (99%), nella scuola elementare ticinese, la percentuale di docenti donne è passata dal 69% del 2010/11 al 74% di oggi. Nella scuola media è salita dal 55% al 60% ( 9%). Percentuale più alta rispetto alla media svizzera (54%) Nelle scuole superiori non raggiunge ancora la metà, ma ha fatto passi avanti velocissimi passando dal 36% al 44% ( 22% rispetto all’anno scolastico 2010/2011).
Ma ci sono infatti ancora delle facoltà universitarie off limits. Una di queste è Economia, dove le donne sono poco più del 30%. Una su tre. Percentuale che scende al 27% per le scienze tecniche, architettura, pianificazione del territorio, corsi di matematica speciali del Politecnico di Losanna. Per Scienze esatte, matematica, teoria dei sistemi e informatica, astronomia, fisica la percentuale cala al 20%. Si tratta delle facoltà che danno accesso a professioni più remunerate, dominio ancora maschile.
Analizzando l’evoluzione della mobilità sociale, alla luce dei cambiamenti che hanno caratterizzato la Svizzera nel ventesimo secolo, emerge che i tassi di mobilità sociale sono rimasti sostanzialmente stabili.  L’ambiente sociale continua ad avere un’influenza molto forte sul destino sociale degli individui. La gran parte del 40% che sale di status, stando allo studio di Julie Falcon in prevalenza fa parte della fascia più alta della società: come dire solo se si è ricchi ci si può arricchire.

c.m.
10.03.2019


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