Inchiesta sul figlio del presidente della Guinea equatoriale
Immagini articolo
Corruzione cancellata
con "supercar" e milioni
FEDERICO FRANCHINI


Chiudere l’inchiesta in cambio di denaro. È quanto succede a Ginevra dove la procura fa leva su un articolo del codice penale svizzero - il 53 - che prevede l’abbandono di un procedimento se l’autore ha risarcito il danno. L’ultimo caso è di qualche giorno fa quando è stata archiviata l’inchiesta nei confronti di Teodorin Obiang, figlio del presidente della Guinea equatoriale, al potere dal 1979. In cambio, lo Stato africano verserà 1,3 milioni di franchi di spese procedurali. Non solo: le 25 vetture di lusso sequestrate in Svizzera verranno messe all’asta e il ricavato andrà a favore di un programma sociale per la popolazione della Guinea equatoriale. Il sequestro dello yacht Ebony Shine, bloccato in Olanda, verrà invece tolto. L’imbarcazione, che vale 100 milioni di franchi, tornerà ad essere di proprietà dello Stato africano, "indipendentemente dall’uso che ne è stato fatto", si legge nel decreto d’abbandono consultato dal Caffé.
La procedura penale era stata aperta due anni fa: le autorità ginevrine sospettavano che il denaro alimentato dalla corruzione e dalla gestione sleale della Guinea equatoriale venisse riciclato in Svizzera. Teodorin Obiang è noto per aver sperperato milioni in beni di lusso.
Non è la prima volta che il Canton Ginevra utilizza il metodo del risarcimento per chiudere un’inchiesta penale delicata. In passato questa via è stata utilizzata anche dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) per un paio di casi di corruzione internazionale. Nel 2011, la casa madre del gruppo francese Alstom, ad esempio, ha versato a titolo di riparazione 1 milione di franchi al Comitato internazionale della Croce Rossa per finanziare progetti in tre Paesi dove la società aveva pagato mazzette.
La procura federale ha però deciso di non utilizzare più questo articolo per i casi di corruzione internazionale: per l’Mpc il criterio dell’articolo, secondo cui l’inchiesta può essere abbandonata se l’interesse del pubblico e del danneggiato all’attuazione del procedimento penale è "di scarsa importanza", non è compatibile con gli affari di corruzione internazionale. A Ginevra, invece, dopo alcune costose inchieste finite male in passato, si è invece deciso di andare avanti per questa strada. Un’attitudine che accontenta quasi tutti: le imprese o gli imputati che vogliono chiudere una pratica giudiziaria scomoda e incerta, ma anche la stessa procura cantonale che può incassare una bella somma e portare a casa un risultato. Nel 2015, è stata così chiusa l’inchiesta aperta contro Hsbc Suisse. La banca, accusata di riciclaggio a seguito delle rivelazioni di Swissleaks, ha pagato 40 milioni di franchi.
Nel 2017, la società petrolifera Addax ha invece accettato di versare 31 milioni di franchi in cambio della chiusura di un’inchiesta per presunti atti corruttivi in Nigeria. Un accordo, quest’ultimo, che per le autorità ginevrine permette al Cantone "d’ottenere un’importante contributo finanziario". Questo modo di procedere ha suscitato alcune perplessità. "Il denaro vada a profitto delle vittime di questi crimini finanziari", ha affermato il deputato in Gran Consiglio Pierre Bayenet (Ensemble à gauche) in una mozione presentata lo scorso settembre. Una proposta che, stando alla recente decisione di utilizzare il denaro della vendita dei veicoli di lusso del clan Obiang ad un programma sociale, sembra essere stata presa in considerazione.
17.02.2019


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

La rivolta dei medici
contro il loro vertice
L'INCHIESTA

"Col telelavoro avremo
impiegati più motivati"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

L'Emmental migliora
con il rock e Mozart
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il sogno globalista
sulla "via della seta"
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Le famiglie in fuga
dalle paure di Kabul
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La labile ideologia
dei nuovi terroristi
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Cibo e ambiente
allungano la vita
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Brexit:
a Londra marcia
per un nuovo
referendum

Gilet gialli,
un sabato
tranquillo