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Franco Bianchetti sogna i Mondiali di combattimento
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"Impugno la spada
e torno nel Medioevo"
ANDREA BERTAGNI


Smesso il camice di assistente di farmacia, Franco Bianchetti, 32enne della Vallemaggia, indossa l’armatura. E si trasforma in un cavaliere medievale. "Quando ero ragazzo alcuni miei amici vivevano per lo skateboard. Io invece ero appassionato di Medioevo - spiega -. Ecco, è partito tutto da lì: da una passione, che si è sviluppata man mano". Oggi Franco nel tempo libero impugna spade, mazze e alabarde. E non è solo. "Assieme ad alcuni amici nel 2012 abbiamo fondato un gruppo di combattimento - racconta -, Südalp, e partecipiamo a tornei e competizioni perché vogliamo riuscire ad andare ai Mondiali di combattimento".
Sì, perché il combattimento medievale è uno sport. Come tanti altri. Anche se ancora poco conosciuto. "Le armi non tagliano e le armature sono fatte apposta per attutire i colpi, ma le botte sono vere - sorride Franco -. Per questo è necessario allenarsi e tenersi in forma". Franco e i suoi amici si allenano a Quartino, in una sala hanno allestitito un ring amatoriale per "darsele di santa ragione". "Ci si fa più male inciampando o non mettendosi l’armatura nel modo giusto - osserva Franco -. Anche perché botte a parte nel combattimento si possono fare sgambetti e mosse di lotta libera". Capita però raramente di farsi male. "I regolamenti sono precisi e gli arbitri  controllano le competizioni". Sì, perché come tutti gli sport, anche il combattimento medievale è una gara. Per ora riservata solo ai maggiorenni. "Le armature pesano più o meno 25-30 chili ma è un’attività sportiva adatta anche ad una donna".
Il periodo storico rievocato si situa attorno al 1390. Il luogo è l’Europa centrale. Le origini di questo sport sono invece da ricercare nell’est Europa. Russia, Ucraina e Polonia, non a caso, sono anche le nazioni più forti in questo tipo di competizione. "In Svizzera ci sono oggi 6-7 squadre - prosegue Franco -, non c’è un campionato vero e proprio e i migliori atleti vengono selezionati per far parte della Nazionale". Il campionato mondiale si chiama Battle of the Nations. L’ultima edizione, quella dell’anno scorso, si è svolta in Serbia. A difendere i colori rossocrociati c’erano Franco e tre ticinesi del suo gruppo, il Südalp. "Esiste lo scontro uno contro uno e la categoria a gruppi dove si combatte cinque contro cinque - spiega Franco -. Vince chi ottiene più punti e... rimane in piedi". Mondiale a parte, Franco e i suoi amici partecipano anche ai tornei che vengono organizzati un po’ in tutto il mondo. "La maggior parte delle volte assieme alle gare c’è proprio una rievocazione storica in piena regola con persone vestite in costume, tende, bandiere e tutto quello che ricorda il Medioevo". I combattimenti invece ricordano solo nell’aspetto quelli del passato. "Al posto delle pesanti e ingombranti armature di piastre metalliche - specifica Franco - le nostre sono di acciaio moderno, quindi molto più leggere e duttili". Anche le armi sono molto più facili da usare. Non a caso anche le attrezzature, a cominciare dall’armatura, sono tutte su misura. "Non potrebbe essere altrimenti - spiega Franco -, in questo modo viene garantita la necessaria protezione e l’indispensagile maneggevolezza". Tanta cura ha però anche un costo. "In effetti un’armatura può arrivare a costare fino a duemila franchi, ma c’è anche una compra-vendita dell’usato che può far risparmiare, soprattutto nell’acquisto delle armi". Armi che sono fedeli riproduzioni di quelle usate durante le vere battaglie medievali, ma sono arrotondate e hanno le lame più spesse proprio per evitare di farsi male a vicenda. Perché non sono dei nemici. Sono degli semplici atleti.
abertagni@caffe.ch
09.02.2020


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