Confronto sull'iniziativa di Ginevra a favore delle donne
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Le molestie in strada
una spia sociale ma...
MAURO SPIGNESI


Un apprezzamento pesante, una battuta volgare. Il sessismo e le molestie in strada spesso, tuttavia, si trasformano in aggressioni. E allora ecco che il Municipio di Ginevra, che giudica allarmante il fenomeno, ha deciso di correre ai ripari. Ha messo a punto un preciso piano. Prevede programmi di sensibilizzazione e formazione dei dipendenti pubblici ma anche una raccolta dati e l’istituzione di un "atelier di autodifesa". Il tutto con una spesa di poco meno di 200mila franchi.
Quello delle violenze verbali è solo un aspetto di un fenomeno ben più vasto come quello delle molestie. Vale la pena, dunque, concentrarsi solo su questo particolare? Nessuno nega l’importanza dell’iniziativa. Ma, come spiega l’avvocato Nora Jardini, sarebbe importante un progetto più articolato. Tuttavia, anche questa delle molestie verbali, per la responsabile donne Unia Chiara Landi è un’evidente spia sociale. Da non minimizzare.
m.sp.


Si punta su un aspetto piuttosto particolare ma è comunque utile
Nora Jardini
Avvocato, coordinatrice del Consultorio giuridico Donna&Lavoro, 41 anni

Come prima impressione devo dire che l’iniziativa del Municipio di Ginevra contro il sessismo mi pare parziale. Nel senso che va a contrastare un aspetto, secondo me anche piuttosto marginale, almeno qui in Ticino, di un fenomeno ben più vasto, esteso e profondo che riguarda tutta la società. Un fenomeno drammatico che ha diverse sfaccettature tra cui, non nego, anche quello delle molestie in strada. Intendiamoci: anche proposte come questa di Ginevra possono servire e dunque ben vengano, se puntano all’educazione, a promuovere una corretta convivenza e il rispetto reciproco. Ma non mi pare che oggi questa sia una autentica priorità, servirebbe molto di più, in particolare sul fronte della prevenzione.
Oggi il fenomeno delle molestie, nonostante le statistiche ci mostrino quanto sia vasto e senza confini, visto che attraversa tutte le classi sociali senza distinzioni, andrebbe affrontato con una serie di proposte e misure capaci davvero di contrastarlo all’origine. E in questo senso serve sì l’educazione alla convivenza, che è importante, ma non basta. Perché la violenza è presente non tanto, o meglio, non soltanto nelle strade ma soprattutto nei luoghi di lavoro, dove le persone che denunciano spesso perdono il posto e devono affrontare lunghi e difficili percorsi personali. Non basta. Le molestie, la violenza si manifestano anche in ambito familiare e noi su questo fronte, questa sì che è una priorità, facciamo davvero poco, anzi pochissimo. Ci ricordiamo che esiste questo dramma solo il 25 novembre, quando cade la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Invece è su questi terreni, cioè lavoro e famiglia, che bisognerebbe intervenire efficacemente. Poi, una campagna come quella di Ginevra sulle molestie in strada, non lo nego, può anche essere utile, ripeto, dal punto di vista educativo, tanto per fare un esempio, un po’ come quelle che sono state fatte contro il bullismo.


Non sottovalutiamo questo sintomo di un male diffuso
Chiara Landi
Responsabile Gruppo donne del sindacato Unia Ticino e Moesa, 37 anni

Quella di Ginevra è una iniziativa molto interessante e, secondo me, anche piuttosto utile. Perché va a contrastare un aspetto delicato del fenomeno delle molestie, quello cioè della banalizzazione del problema. Mi spiego. Spesso si tende a minimizzare le molestie verbali, e non solo, in strada, definendole atti innocui e dunque marginali rispetto invece alla violenza sessuale e domestica che colpisce le donne. Invece sono spie di un problema sociale più profondo che consente al soggetto maschile di sentirsi in diritto di agire sulle donne e sul loro corpo senza preoccuparsi delle conseguenze. Bisogna contrastare questo fenomeno sia con campagne di sensibilizzazione sia attraverso normative specifiche. Mi spiego ancora.
Si punisce, faccio un esempio, il littering perché anche una cartaccia o la cicca di una sigaretta buttate  per terra sono un gesto che provoca danni all’ambiente, oltre che spese al contribuente visto che poi strade e piazze vanno pulite. Perché non sanzionare anche le molestie in strada? È proprio questa la logica che va sconfitta, quella di sottovalutare qualsiasi aspetto di un fenomeno in termini assoluti. Se si continua così non si va da nessuna parte.
L’iniziativa di Ginevra, invece, mi pare imboccare la direzione giusta. Perché accende un faro su un aspetto delle molestie e con la formazione dei dipendenti pubblici (inserito nel programma del Municipio) si va direttamente nelle istituzioni a fare prevenzione e sensibilizzazione. Questo è importante perché quando una donna decide di denunciare una situazione di violenza deve trovare le istituzioni come principale interlocutore, una coscienza collettiva in grado di non lasciare sola la donna. Bisogna, insomma, dare una risposta strutturata a un problema diffuso. Detto questo, aggiungo che sarebbe interessante estendere l’iniziativa di Ginevra un po’ ovunque, accompagnandola tuttavia con un programma più vasto e articolato. Ma intanto, è comunque un passo avanti.
13.10.2019


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