LE PAROLE di Franco Zantonelli
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Un buon libro ti salva
...anche da te stesso
Franco Zantonelli


In centro a Lugano, dove per anni aveva la sua sede una delle principali librerie del cantone, oggi c’è un bar, con annesso negozio di parrucchiere. Si potrebbe pensare che è un segno dei tempi. Di un’epoca nella quale non c’è più tempo o voglia di sfogliare un libro.
Eppure, a sentire l’Ufficio federale di statistica, la realtà è diversa. Otto svizzeri su dieci, infatti, leggono almeno un libro all’anno. Il 30% degli interpellati, nel sondaggio, fa sapere addirittura di darsi alla lettura in modo assiduo. Una pratica che, nel nostro Paese, figura al terzo posto dopo la visione di film in tv e l’ascolto di musica.
Siamo, insomma, un popolo di lettori. Più di tedeschi, francesi e austriaci, se vogliamo azzardare un paragone con i nostri vicini. In coda al gruppo l’Italia, dove poco meno di 6 persone su 10 aprono un libro durante i 12 mesi. Diceva Umberto Eco che "un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso".
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Fare gli auguri di compleanno a un defunto. È una di quelle gaffe che mettono i brividi e nella quale è incorsa, per ben 4 anni, l’ex municipale di Locarno, Renza De Dea. Una gaffe resa possibile da Facebook, i cui profili rimangono il più delle volte attivi, anche quando i rispettivi titolari non sono più tra di noi. Cancellarli, anche per un parente stretto, è infatti piuttosto complicato.
Fatto sta che la signora De Dea non ha saputo della morte di un amico, puntualmente il social media l’avrà informata sulla data del suo compleanno, invitandola a fargli gli auguri e creando, in tal modo, i presupposti per la gaffe. Che altri potrebbero ripetere, visto che il profilo di quella persona è tuttora attivo.
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Vatti a fidare dello Zio Sam! Ciò che ha fatto, per Expo 2015, la ditta turgoviese Nüssli, che ha accettato una commessa per la realizzazione del padiglione statunitense. Costo dell’opera 15,1 milioni di franchi, che l’azienda elvetica, a due anni dalla fine della manifestazione, non ha ancora ricevuto.
Anche perché il contratto non era stato stipulato con il governo di Washington, che non può spendere quattrini del contribuente per manifestazioni del genere, bensì con una società che, oggi, non esiste più. Per fare avere alla Nüssli quanto le è dovuto è intervenuto, di recente, pure il consigliere federale Schneider-Ammann. Il quale, tuttavia, non ha fortuna con gli americani. Nella sua ultima visita a Washington il suo omologo statunitense, con cui aveva in calendario un incontro, gli ha dato buca.
17-09-2017 01:00
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