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15.11.2017
Comunicazione di prassi cantonale concernente le deduzioni di spese professionali particolari degli espatriati domiciliati nel Canton Ticino
08.11.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
Aggiornato il sito tematico del Parco del Piano di Magadino [www.ti.ch/ppdm]
19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

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LE PAROLE di Franco Zantonelli
Immagini articolo
Non è svizzero lucrare
sulle armi in guerra
Franco Zantonelli


Fin che c’è guerra c’è speranza! È il titolo di un film di Alberto Sordi ma sembra, pure, l’esortazione che 13 fabbricanti d’armi svizzeri hanno rivolto alla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati.
Invocando una sorta di crisi del settore, viene chiesta la deroga al divieto di esportazione in quegli Stati dove è in corso una guerra civile. Divieto vigente in Svizzera ma non nell’Unione europea e ritenuto, secondo la Seco, uno dei motivi del notevole calo della vendita di armamenti, all’estero, da parte del nostro Paese.
Un calo che mette a rischio migliaia di posti di lavoro, oltre a far soffrire i bilanci di società una volta fiorenti. Come nell’approccio al denaro di dubbia provenienza, anche in questo campo l’atteggiamento della Svizzera è, tuttavia, cambiato. Oggi mettiamo a disposizione la nostra diplomazia per risolvere i conflitti, non le armi per alimentarli. E che fin che c’è guerra c’è speranza lo lasciamo dire agli altri.

Ogni tanto capita di dover dare a Cesare quello che è di Cesare. Ebbene, al festival di Locarno di tre anni fa il mondo degli intellettuali ticinesi insorse contro "pochi politici di provincia", come scrisse un commentatore, i quali avevano ottenuto che Roman Polanski, per i suoi trascorsi di stupratore, non presenziasse alla manifestazione.  
Oggi, sullo stesso piano di quei "pochi politici di provincia", capitanati allora da Fiorenzo Dadò, troviamo un ben più agguerrito collettivo di femministe parigine, che hanno manifestato contro la retrospettiva dedicata dalla cineteca francese al regista, nel frattempo, sull’onda dell’affaire Weinstein, accusato di violenza carnale da 5 donne.
Lo stesso Polanski, in febbraio, rinunciò opportunamente a presiedere la consegna dei César, gli Oscar francesi. Quindi troviamo corretto dare a Dadò quel che è di Dadò.

Quel che non è riuscito all’iniziativa del 9 febbraio sembra riuscire alla ripresa economica, in atto nell’Unione europea. Molti immigrati dei Paesi Ue stanno rientrando a casa loro. Mentre gli arrivi sono in notevole calo. Nel primo trimestre di quest’anno sono diminuiti del 26%.
A indicarlo è un’indagine del Kof. Secondo cui, se la tendenza dovesse confermarsi per l’intero 2017, ci troveremmo di fronte al dato migratorio più basso degli ultimi 10 anni. Tra le ragioni che spingono i cittadini Ue figura l’alto costo della vita in Svizzera, che impedisce di accantonare dei risparmi.
12-11-2017 01:00

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