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Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
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I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
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Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
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La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

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IL PUNTO di Michel Guillaume
Immagini articolo
L'Udc sprecherà
un'altra occasione
Michel Guillaume


L’elezione del presidente di un gruppo parlamentare non ha una risonanza sui media simile a quella offerta dalla corsa in Consiglio federale. Eppure è altrettanto importante! Il 17 novembre, l’Udc nominerà il successore del bernese Adrian Amstutz, a volte definito "una motosega", per come politicamente affronta, senza riserve, i suoi avversari.
Il ruolo di capogruppo si è evoluto molto negli ultimi decenni. Venti o trenta anni fa, a questo incarico veniva chiamato un politico in grado di esprimere consenso e unire le varie anime di un partito. Con la polarizzazione della politica, il leader del gruppo è diventato una specie di sergente maggiore, capace di mantenere la disciplina degli iscritti e garantire la linea interna.
Oggi, nessuna formazione può permettersi di avere due correnti. Il Partito socialista ha appena vissuto una pessima esperienza, perdendo una votazione - quella della riforma pensionistica - proprio a causa delle sue divisioni interne. Dall’epoca del tandem, quello formato da Fulvio Pelli (presidente) e Gabi Huber (capogruppo)  il Plr è un partito unito. Anche l’Udc. Da quando i suoi membri più moderati hanno aderito al Partito borghese democratico, nel 2008, il partito non è mai stato così compatto.
Quindi: chi sarà il successore di Adrian Amstutz? Il duello opporrà Thomas Aeschi di Zugo, lo sfortunato candidato per il Consiglio federale nel 2015, allo zurighese Alfred Heer. Il primo, considerato il "protetto" del leader Christoph Blocher, è il favorito. Il secondo, alla costante ricerca di consenso, ha meno chance. A due anni dalle prossime elezioni federali, l’Udc è a un crocevia. Nel 2015 aveva trionfato riconquistando un secondo posto in Consiglio federale. Ma questa vittoria non si è poi tradotta in fatti concreti. Fallita l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri, registrata una disfatta sulla terza riforma della fiscalità delle aziende, non è andata meglio con la strategia energetica 2050. Troppo spesso l’Udc è andata avanti testardamente da sola.
Con Alfred Heer, i democentristi avrebbero l’opportunità di correggere la propria linea. Lo zurighese è l’antitesi di Thomas Aeschi che, con la sua laurea ad Harvard, incarna una politica economica liberale, per non dire neoliberista. Alfred Heer possiede un semplice diploma commerciale e gestisce un’impresa di informatica. Pur essendo fedele alla linea "blocheriana", sa come tessere alleanze e mantiene un senso critico verso il suo partito. Nell’estate 2015, scioccato da una strategia dell’Udc totalmente focalizzata sull’asilo e condotta con mascotte e altre pubblicità, l’aveva definita "una campagna elettorale "gagà", intrisa di banalizzazioni.
Non c’è dubbio che il gruppo sceglierà Thomas Aeschi. E così l’Udc perderà un’occasione per "reinventarsi".
12-11-2017 01:00

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