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Chi, a parte i grandi partiti politici, i sindacati e le associazioni imprenditoriali, è in grado di portare a buon fine un referendum entro tre mesi? Quasi nessuno! Ma recentemente una nuova forza ribelle è emersa sulla scena politica svizzera: gli "Amici della Costituzione". Stanno per raggiungere l’impresa di raccogliere 50.000 firme non in tre mesi, ma in tre settimane!
La pandemia di coronavirus ha fatto nascere un nuovo attore in Svizzera: i cittadini che si sono incontrati sul Rütli la scorsa estate per fare un nuovo giuramento su questo mitico prato. Vogliono far rispettare la Costituzione e tutti i diritti che essa concede ai cittadini svizzeri, che la legge Covid ha limitato o addirittura abolito dall’inizio della crisi sanitaria. Questi amici sono ora più di 10.000 e hanno ricevuto quasi il 40% dei voti espressi nella votazione sulla legge Covid del 13 giugno.
Incoraggiati da questo successo, hanno subito deciso di combattere questa legge su un altro aspetto: il certificato sanitario, approvato dal Parlamento lo scorso marzo. Credono che questo "passaporto Covid" crei un "apartheid sanitario" e releghi i cittadini che rifiutano di essere vaccinati al rango di "cittadini di seconda classe".
Ma chi sono questi ribelli che si ergono a guardiani dei diritti popolari concessi dalla Costituzione? Sono cittadini che hanno a cuore la libertà individuale? O sono detrattori della scienza, conservatori nazionalisti, o anche seguaci di teorie di cospirazione?
Non è facile collocarli nello spettro politico, perché danno segnali diversi. Il loro secondo referendum è sostenuto dal giovane Partito popolare svizzero (Svp) ed è nella Weltwoche, che è vicina a questo partito, che hanno inserito i fogli delle firme. Ma molti dei loro membri ammettono di essere ecologicamente sensibili e di aver votato per la legge sul CO2. Sono quindi inclassificabili, anche se tutti i media vorrebbero etichettarli come "negazionisti" o addirittura "cospirazionisti". Non amano i media, perché li accusano di aver trasmesso troppo spesso la parola del Consiglio federale senza metterla in discussione.
Stanchi di essere sempre chiamati "Neinsager", stanno pensando di lanciare un’iniziativa popolare per fare proposte costruttive, come il rafforzamento dei diritti popolari. Che questo secondo referendum sulla legge Covid abbia successo o meno, degli "Amici della Costituzione" sentiremo ancora parlare.
03-07-2021 21:30

IT Illustrazione
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