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IL PUNTO di Michel Guillaume
Quella doppia anima
del Ppd sotto la cupola
Michel Guillaume


Lo scorso 20 ottobre la sinistra assaporava il suo trionfo. Era riuscita a infrangere la maggioranza dell’Udc e del Plr, due partiti di destra che avevano la maggioranza in Consiglio nazionale, ovvero 101 seggi su 200. Ma oggi, la sinistra deve essere delusa. Questa vittoria alla Camera bassa nasconde una realtà che nessuno ha voluto vedere: la Camera alta, il Consiglio degli Stati, è nettamente più a destra della precedente legislatura. E lì, il Ppd fa la differenza.
Come il Consiglio nazionale, anche il Senato si è femminilizzato, per cui tutti hanno gioito. Marina Carobbio Guscetti (Ps/Ti), Céline Vara (Verdi/Ne) e Marianne Maret (Ppd/Vs) hanno scritto a loro modo la storia, essendo le prime donne del loro partito ad essere elette in Consiglio degli Stati. Ma la vera novità era altrove. In questa "camera di riflessione" sono uscite importanti personalità di peso del Ppd: il lucernese Konrad Graber, padre del compromesso sulla riforma della fiscalità delle imprese. Il ticinese Filippo Lombardi, che è ancora capogruppo, non è stato rieletto nella sorpresa generale. Ma non è tutto: il friborghese Beat Vonlanthen è stato battuto per un soffio da Johanna Gapany, una giovane donna plr molto dimanica, ma allo stesso tempo molto profilata a destra.
Risultato: il Ppd, che è stato il partito cardine in Consiglio degli Stati nel permettere di salvare diverse riforme nella precedente legislatura, non ha più questo ruolo. Il vallesano Beat Rieder, il sangallese Benedikt Würth e i due candidati senza successo al Consiglio federale Peter Hegglin e Heidi Z’Graggen non sono dei "costruttori di ponti" che fanno del partito di centro un orgoglio. Piuttosto incarnano una visione conservatrice della società che è più un segno distintivo dell’Udc.
Non è esagerato affermare che ormai ci sono due Ppd sotto la cupola federale a Berna. Quello del Consiglio nazionale e quello del Consiglio agli Stati. Il primo ha suscitato scalpore aiutando la sinistra ad affondare la riforma sul servizio civile - che voleva rendere il servizio meno attrattivo rispetto all’esercito. Ciò, induce la sinistra del Senato a preferire un dialogo con un partito chiaramente profilato a destra come il Plr invece che con il Ppd. Il colmo!
Nelle ultime elezioni, il Ppd è stato superato dai Verdi e ora è solo il quinto partito in Svizzera. Ma ha compensato questa debolezza unendo le forze con il Pbd dell’ex consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf per formare un "gruppo di centro". Il problema per lui è che la sua delegazione in Consiglio degli Stati offusca totalmente questa immagine.
04-07-2020 23:30

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