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IL COMMENTO di Lillo Alaimo
Nessuno può vantare
certezze assolute
Lillo Alaimo


Il 24 ottobre del 2001, undici persone persero la vita dopo che uno scontro fra due camion scatenò l’inferno nel tunnel autostradale del San Gottardo. Quella tragedia, nella "sicura" Svizzera, portò ad analisi, controlli e accorgimenti tecnologici che sino a quel giorno, nella migliore delle ipotesi, nessuno aveva giudicato urgenti. Si scoprì, ma forse meglio sarebbe dire si venne a sapere che oltre la metà delle gallerie sulla rete stradale nazionale non era completamente conforme alle norme in vigore, anzi che alcune erano addirittura molto pericolose.
Sino al giorno della tragedia sotto il tunnel di registravano decine di incidenti l’anno. Anche una sessantina. Da allora venne introdotto un criterio di "dosaggio" del traffico che in pochi anni riuscì a diminuire drasticamente gli incidenti. Ma non solo. L’inferno del San Gottardo spinse e accelerò l’introduzione di sistemi tecnologici di sicurezza. Venne installato un rilevatore termografico, cioè un apparecchio in grado di riconoscere i materiali surriscaldati nei camion così da impedirne l’accesso in galleria.
I ponti non crollano per fatalità così come le gallerie non si trasformano in un micidiale rogo per casi imprevedibili. Per carità, il confronto fra Genova e il San Gottardo è forzato. Ma sotto la galleria lo scontro fra due camion mise a nudo la fragilità di quell’opera umana. Una fragilità, per alcuni versi, non meno trascurata e tragica di quella del ponte genovese.
L’opposto della fatalità, ha ricordato in questi giorni l’architetto genovese Renzo Piano, è la scienza. C’è una scienza che viene prima della manutenzione, è la diagnostica. In medicina non si fa nulla senza una diagnosi. Come sapere, in assenza di una diagnosi, se un corpo ha bisogno di farmaci o di un’operazione chirurgica? Solo la precisione della diagnosi garantisce l’efficacia degli interventi.
Non è stata fatalità a Genova. Non fu fatalità sotto il San Gottardo. Anche perché se si fosse costruito il secondo tunnel come il Ticino chiedeva da almeno un decennio quelle 11 vite sarebbero state risparmiate. Ma gli ambientalisti, e non solo loro, si erano opposti con forza al raddoppio della galleria, né più né meno come il Movimento 5 Stelle di Genova che qualche anno fa ha bloccato la costruzione di quella bretella autostradale che avrebbe dovuto alleggerire il traffico sul viadotto Morandi, evitando oggi di piangere 43 morti.
Ma l’anarchia della natura e delle opere dell’uomo è sempre e comunque totalmente prevedibile e controllabile?! Certamente sempre di più. Ma talvolta l’ingegno umano nella corsa al progresso è più veloce della ricerca della sicurezza, di quella sicurezza in grado di difendere l’uomo da se stesso.
È pur vero, tuttavia, che solo con un costante approccio diagnostico si esce dalla sfera delle opinioni e si entra, dicono i tecnici, nella "certezza scientifica". Ma tale può e potrà mai veramente essere tanto da poter far dire "qui da noi non può accadere quel che è successo a Genova"?
L’autunno del 2001 mise la Svizzera di fronte ad uno specchio. Si ebbe la percezione di una tragica normalità. Alcuni eventi sbriciolarono talune certezze.
Non fu solo il rogo del San Gottardo a frantumare presunte sicurezze. In quello stesso anno, a fine settembre, un folle entrò indisturbato nel parlamento di Zugo. Uccise 14 persone e ne ferì 15. Un fucile d’assalto, una pistola e un ordigno lanciato nell’emiciclo. Fu il risentimento, la convinzione di aver subito dall’amministrazione pubblica dei torti ad alimentare la sua pazzia.
Qualche settimana dopo, erano i primi giorni di ottobre, anche la sicurezza economica e finanziaria elvetica subì un duro colpo. La compagnia di bandiera Swissair fallì sotto una montagna di debiti. Addirittura alcuni fornitori di carburante rifiutarono il rifornimento di diversi aeromobili. Uno dei simboli elvetici crollò.
"Da un legno storto come quello di cui è fatto l’uomo, non si può costruire nulla di perfettamente dritto", scrisse il filosofo Immanuel Kant. Forse anche per questo i ponti non crollano per fatalità. E anche per questo certezze assolute e rischio zero non esistono. Ovunque.

alaimo@caffe.ch
19-08-2018 01:00

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