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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
Immagini articolo
L'irresistibile voglia
di camminare lenti
Renato Martinoni


Da metà maggio e fino alla metà di settembre è aperta a Berlino una mostra di dipinti intitolata "Wanderlust". "Lust" si traduce in italiano con "voglia, desiderio, passione, piacere". "Wandern" è il passeggiare, l’errare, senza fretta e qualche volta anche senza una meta prefissata. A piedi. Non con la macchina o l’aereo. Si arriva, non dove prescrive il programma del "tour operator", ma dove porta l’occasione o l’ispirazione del momento. Non c’è la fretta che assilla la vita del terzo Millennio. E un modo di andare in giro che nasce nel Settecento e si protrae fino ai primi dell’Ottocento. Si cammina. Si sosta a tirare il fiato. Si beve a una fontana. Si ammira un paesaggio: una cascata, un lago, una vetta, un ghiacciaio.
È una maniera diversa di avvicinarsi alla natura, quella del "Wanderer". Il camminatore. Un modo di intendere il viaggiare che si è sviluppato specie nei paesi dell’Europa settentrionale. A volte noialtri Ticinesi ci sorprendiamo del fatto che i turisti svizzero-tedeschi conoscono meglio di noi il Ticino. Perché lo percorrono a piedi, fanno le loro passeggiate, si inoltrano dentro le valli per sentieri che pochi di noi conoscono o si azzardano a fare. Ecco, la gente del nord è erede del "wandern". E mentre noialtri ce ne stiamo sdraiati al sole, o con i piedi sotto il tavolo del grotto, loro consumano le suole degli scarponi alla ricerca di luoghi e di emozioni che stanno fuori delle vie principali.
Molti, anche il telegiornale italiano della Rai, hanno tradotto "Wanderlust" con "Voglia di viaggiare". Così che chi andasse a vedere la mostra berlinese potrebbe immaginare di trovarsi davanti le bancarelle degli Uffici turistici e i tanti siti che ci informano sulle destinazioni alla moda. Viaggiare oggi vuol dire prendere l’auto e fare le code sul San Gottardo, o l’aereo, per andare a fare il bagno nel mare della Tailandia o a fotografare i pesci nel Mar Rosso. Niente di tutto questo. "Wandern" è tutta un’altra cosa: è l’andare a piedi, per le campagne e in montagna, con il desiderio di sostare spesso per guardare in giro. Per scoprire la natura in tutte le sue forme. Per goderla con gli occhi, le emozioni, i sentimenti. Bastano un paio di scarpe grosse e un bastone. Peccato che oggi si traduca "wandern" con "viaggiare". Oramai nessuno sa più che nella storia dell’uomo c’è stato un momento in cui il viaggio era inteso come l’andare a piedi (così consigliava Rousseau). Neanche chi certe cose dovrebbe, se non saperle, almeno sospettarle, sente il bisogno di andare oltre la banalità del quotidiano. Se neanche i giornalisti del telegiornale fanno questo sforzo, vuol dire che l’ignoranza delle cose e la superficialità la fanno oramai da padroni.
19-08-2018 01:00

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