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21.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018
21.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, luglio e secondo trimestre 2018
16.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, luglio 2018
10.08.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 10 agosto 2018 alle ore 11.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
03.08.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico dell'Ufficio di Consulenza tecnica e dei lavori sussidiati [www.ti.ch/consulenza-tecnica]
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2018
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, giugno 2018
09.07.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2017
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]

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DIARIO di Giuseppe Zois
Immagini articolo
Decisioni di oggi
e conseguenze future
Giuseppe Zois


Caro Diario,&softReturn;dove ci stanno portando la scienza e la tecnologia? È un interrogativo che si ripropone ogni giorno, quando apprendiamo di conquiste e scoperte che ci lasciano pieni di meraviglia, talora anche con qualche motivo di disorientamento e di preoccupazione. Certo è che non ci saranno frontiere in grado di fermare l’avanzata del nuovo. Tanti provano a dire "non ora", ma il tempo e il progresso corrono. Un problema è anche quello di saper cogliere i segnali che ci arrivano, adattando il passo e adeguando anche abitudini e comportamenti.
OGNI ESTATE, quando nubifragi sempre più violenti ci colpiscono, imprechiamo contro le mutate stagioni, ma che cosa si fa per i cambiamenti del clima? La Conferenza di Parigi (2015) è rimasta lettera morta, qualcuno (Trump), con responsabilità non secondarie del suo Paese in materia, si è anche chiamato fuori, nostalgico dell’era del carbone. Avvalendosi dell’aiuto di grandi scienziati, "Nature" ha affrontato un argomento speciale: ha chiesto loro di provare a immaginare le conseguenze che potranno avere le decisioni di oggi sulle generazioni di domani.
GIUSEPPE REMUZZI, ricercatore autorevole, di vasta esperienza e non solo nel suo campo (ematologia e nefrologia), dice che questo esercizio, o simulazione di futuro, andrebbe fatto molto spesso, specialmente da parte di chi si trova in posizione di responsabilità e ancor più per il settore della salute. Il successore del prof. Silvio Garattini alla testa dell’Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" non ha dubbi sulle sfide più importanti che ci attendono: i cambiamenti del clima, appunto, con tutte le conseguenze, e la povertà. Citando l’economista e accademico inglese Nicholas Stern, autore del Rapporto sui cambiamenti climatici, afferma che se uniremo gli sforzi, avremo un mondo sicuro e persino prosperità, in caso contrario - cioè andando avanti come adesso - ci saranno enormi problemi e intere generazioni a rischio.
PRENDIAMO le immissioni di gas carboniosi nell’atmosfera. I modelli impiegati finora dagli economisti non tengono conto di variabili che ai fini della salute dell’uomo sono molto rilevanti: i conflitti, per fare solo un esempio, che sono ormai ovunque e gli spostamenti di chi fugge dalla povertà e dalle guerre. Entrando nel suo campo, Remuzzi si chiede giustamente allarmato quanti si ammaleranno in più per ogni grado di aumento della temperatura della Terra se non facciamo questo e quest’altro? E di quali malattie? E quanti moriranno? E in che parte del mondo? Queste sono le domande ineludibili, che investono la politica prima di tutto, ma anche ciascuno di noi: perché la vita di chi verrà dopo di noi non è meno importante della nostra.
19-08-2018 01:00

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