Altri articoli
di 0
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

L'esame delle urine
non entra in classe
L'INCHIESTA

Via la plastica
da negozi e market
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Il radar milionario
ha sbancato il Baffo
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Una crisi energetica
dalla guerra del petrolio
Guido Olimpio
Guido Olimpio
L'Ok Corral innesca
la faida dei marsigliesi
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
È urgente arrivare
ad un'economia "pulita"
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo
26.09.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 10.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
19.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, settembre 2018
14.09.2018
Proscioglimento dagli obblighi militari 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Statistica delle abitazioni vuote, Ticino, 1° giugno 2018
13.09.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, agosto 2018
06.09.2018
Documentazione regionale ticinese (DRT) - È il linea il nuovo dossier sul tema “La scuola che verrà”

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

CIBO di Elisabetta Moro
Immagini articolo
Se il cibo è business
ne va della qualità
Elisabetta Moro


Siamo passati dall’invasione dei tartari all’invasione delle tartare. Soprattutto di tonno. Che da qualche tempo popolano le nostre tavole di cubetti rossi che odorano di mare. Magri e nutrienti. Fast e good. Filetti e tataki, tagliate e spiedini, polpette e scaloppe. Adatti a una ristorazione mordi e fuggi per consumatori sempre più esigenti. Certo è che la mano invisibile del mercato ha trovato il modo per moltiplicare i pani e i pesci. Visto che i tonnidi impazzano nei menù di tutto il mondo. Dalle alpi alle piramidi, dall’Indo al Mississippi. Ma da dove arrivano tutti questi pesci?
Dalle aziende-locusta, come le definisce il giornalista e scrittore Stefano Liberti nel bel libro inchiesta "I signori del cibo", appena pubblicato da Minimumfax. Si tratta di grandi società transnazionali che controllano la pesca planetaria. E in più fanno il bello e il cattivo tempo nella trasformazione e distribuzione. Si avventano sui branchi come il capitano Acab su Moby Dick. "Saccheggiano i mari senza farsi troppi scrupoli, esternalizzano gli impianti di produzione e si spostano da una latitudine all’altra a seconda della disponibilità". Pescano i tonni in Senegal e li lavorano a Cadice. In fondo business is business. E per loro il cibo è un affare come tanti altri. Una commodity. Un prodotto senza origine e senza identità, scambiato come un titolo azionario. Lo stesso accade con il concentrato di pomodoro, coltivato in Cina, trasformato in Africa e venduto in tutto il mondo spesso con nomi italiani. Non è diverso quel che avviene con il maiale, prodotto dalle catene di smontaggio americane e cinesi. O con il succo d’arancio, la soia, l’albume d’uovo. Se la finanza compra formaggi come se fossero banche e suolo agricolo come se fosse oro, allora vuol dire che il cibo non è più solo nutrimento. Ma un investimento.
Nei sogni orwelliani di queste aziende c’è un mondo in cui il mare e la campagna sono ridotti a grandi fabbriche di alimenti trasportati ovunque da un mercato senza barriere e senza frontiere, per nutrire città abitate da polli di batteria, ingozzati con alimenti provenienti dall’altro capo del mondo. In realtà i polli in questione rischiamo di diventarlo proprio noi, costretti a mangiare cibi sempre più standardizzati, prodotti a costi sempre più bassi, ma senza qualità e senza equità. Azionisti involontari di un mercato alimentare solo in apparenza vantaggioso. Ma che sta disseminando il pianeta di polpette avvelenate.
26-02-2017 01:00

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Afghanistan:
attentato
a raduno
elettorale

Manifestazioni
a Parigi, in Europa,
nel mondo
per salvare il pianeta