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16.11.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, ottobre 2017
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Istituto della formazione continua - Pubblicato il nuovo programma gennaio-giugno 2018 dei corsi base per formatori di apprendisti
15.11.2017
Comunicazione di prassi cantonale concernente le deduzioni di spese professionali particolari degli espatriati domiciliati nel Canton Ticino
08.11.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
Aggiornato il sito tematico del Parco del Piano di Magadino [www.ti.ch/ppdm]
19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

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Loretta Napoleoni
La 'Trumponomics'
non ha alcun merito
Loretta Napoleoni
Chi è
Esperta di economia internazionale e terrorismo. Ha pubblicato vari libri; l'ultimo uscito è 'Democrazia vendesi'.
Nel terzo trimestre del 2017 l’economia americana è cresciuta del 3 per cento, decisamente più del previsto. Gli analisti scommettevano su un 2,7 per cento, anche perché le stime del Pil indicavano una crescita annualizzata del 2,6 per cento. Alcuni economisti avevano addirittura previsto un calo maggiore a causa dei danni provocati al Paese da due uragani consecutivi, ed invece non è stato così. La spesa dei consumatori è rimasta stabile, anzi, nelle zone colpite dal maltempo molti hanno riacquistato ciò che hanno perso, dalle macchine ai mobili.
In effetti la ricostruzione dopo un evento meteorologico estremo, come un uragano, può aiutare l’economia facendo salire la spesa dei consumi, che negli Stati Uniti assorbe circa il 70 per cento della produzione nazionale. E non è da escludere che nell’ultimo trimestre del 2017, la ricostruzione, specialmente nel settore edilizio, dia una spinta ulteriore alla crescita. Il Dipartimento del Commercio americano ha stimato che l’esborso monetario delle società di assicurazioni dovrebbe arrivare a 102 miliardi di dollari, soldi che verranno assorbiti dall’economia americana.
Anche il dollaro debole, che rende le merci americane più competitive all’estero e le importazioni più costose, ha contribuito a sostenere la crescita, le importazioni sono diminuite e le esportazioni sono aumentate.
Si sta verificando, insomma, ciò che Donald Trump aveva previsto, anche se non è certo la "Trumponomics" la causa della crescita sostenuta statunitense, ma la solidità dell’economia nazionale e la ripresa mondiale. In ogni caso è ancora presto per poter affermare che l’economia americana si è stabilizzata intorno ad un tasso di crescita del 3 per cento. Con molta probabilità chiuderà l’anno intorno al 2 per cento, non bisogna dimenticare che nel primo trimestre era cresciuta di appena 1,4 per cento.
Donald Trump sicuramente userà tutti gli indicatori positivi per far passare i tagli fiscali che ha annunciato:  riduzione delle tasse sulle società dal 35 al 20 per cento, equivalente a una contrazione del gettito fiscale di mille e cinquecento milioni di dollari. Secondo i repubblicani questo taglio farà salire il tasso di crescita dal 3 al 5 per cento perché porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro. Un ottimismo che pochi economisti però condividono. L’economia americana è solida ma la ripresa sta avvenendo senza un’impennata dell’occupazione.
Altro elemento a favore di Donald Trump è la crescita del Dow Jones, 5.000 punti da quanto è stato eletto. La scorsa settimana, ha chiuso sopra 23.000 per la prima volta. Si tratta di un aumento del 30%, che beneficia direttamente i piani pensionistici di tutto il Paese. Per metterlo in termini di dollari, il mercato azionario totale degli Stati Uniti è aumentato di oltre 5mila miliardi di  dollari dal giorno delle elezioni.  Si tratta, naturalmente, di una crescita legata alle aspettative positive della finanza nei confronti della "Trumponomics" che è ancora troppo presto per giudicare.
Non è comunque detto che un’impennata dell’economia del 5 per cento sia necessariamente positiva. Una crescita molto sostenuta potrebbe far accelerare troppo un’economia già a bassa disoccupazione, anche se con una grossa percentuale di occupati part-time o a tempo determinato, in altre parole la crescita troppo alta potrebbe alimentare l’inflazione e quindi costringere la Riserva Federale ad aumentare rapidamente i tassi di interesse ed a tagliare le ali alla ripresa.
Per sostenere una crescita così veloce, molto dipenderà anche dalle prospettive di investimento aziendale, elemento fondamentale per aumentare la produttività dei lavoratori e sostenere robusti profitti di profitto aziendale. Trump, insomma, deve convincere i produttori che fa sul serio.
05-11-2017 01:00


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