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I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 19 novembre prossimo
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26.10.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da sabato 27 ottobre 2018 alle ore 8:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
24.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 5 novembre 2018.
23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo

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Guido Olimpio
La guerra senza confini
dei "mercenari killer"
Guido Olimpio
Chi è
Si occupa di terrorismo internazionale e Medio Oriente, lavora al "Corriere della Sera" come inviato negli Stati Uniti
È l’intrecciarsi di tre strade. La prima: sauditi ed Emirati arabi non vogliono concedere tregua ai loro avversari e sono disposti a tutto. La seconda: questi stessi governi hanno grandi disponibilità finanziare. La terza: esiste un mercato delle compagnie di sicurezza private, un settore dove alcuni sono pronti a qualsiasi missione.
C’è questo e molto di più dietro alcune notizie trapelate nelle ultime settimane. Partiamo da quella più "antica". Un’inchiesta giornalista del sito statunitense Buzzfeed ha rivelato che gli Emirati hanno assoldato dei mercenari per condurre una campagna contro militanti nemici nello Yemen. Attraverso intermediari hanno ingaggiato ex militari francesi e americani, hanno fornito loro delle armi e materiale, quindi hanno sottoposto una lista di bersagli. Il tutto è stato reso possibile dal lavoro di intermediazione di alcuni personaggi molto attivi in Medio Oriente, figure con agganci, entrature, conoscenza di un certo mondo. Evitiamo i nomi volutamente. Una compagine dove c’era un famoso dirigente (decaduto) della sicurezza palestinese – oggi diventato consigliere degli emiri -, un cittadino israelo-ungherese e altri comprimari. Sono stati loro a mettere insieme i componenti di questa task force, andando a prelevare alcuni elementi con un volo speciale fino negli Stati Uniti per poi trasferirli in un centro diventato il trampolino per le incursioni.
E le prime operazioni, però, non sono andate troppo bene. L’equipaggiamento non era adeguato, forse qualche errore nell’esecuzione e gli immancabili imprevisti in teatri complessi come quello yemenita. Qui opera la coalizione a guida saudita, forze locali - per nulla compatte -, al Qaeda e i grandi avversari di Riad, gli insorti Houti, sostenuti dall’Iran. Una spedizione che si è rivelata difficile, che ha provocato migliaia di vittime civile e spinto un Paese già povero verso la catastrofe umanitaria. In questo contesto, poi, ogni attore ha sviluppato una propria agenda pure restando parte di un’alleanza.
Ecco, allora, il ricorso ai moderni "soldati di ventura", mai senza lavoro. Per sostenere le truppe di Riad e degli Emirati, ma anche per svolgere un ruolo primario nel targeted killing, ossia nell’individuazione e uccisione di esponenti attestati sull’altra barricata. Le società private occidentali hanno fatto da consulenti ed hanno mandato i loro specialisti. Che, sempre secondo le indiscrezioni, sarebbero riusciti a raggiungere numerosi bersagli. Ma, violando la normale riservatezza, alcuni di loro hanno deciso di raccontarlo ad un giornalista.
L’altra vicenda riguarda un piano rimasto sospeso. Il principe Mohammed bin Salman, ministro della difesa saudita ed erede al trono, ha sondato la possibilità di "liquidare" alcuni alti dirigenti iraniani ricorrendo sempre alla mano di mercenari. Per questo aveva chiesto aiuto a due "amici" - ha rivelato il New York Times - che hanno passato la parola a ditte del settore. Solo che il progetto si sarebbe arenato davanti al no degli avvocati delle società. Troppi rischi e paura di non essere, alla fine, coperti.
La storia si è aggiunta all’intrigo di Jamal Khashoggi, il giornalista oppositore, svanito all’interno del consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre e probabilmente vittima di un omicidio di stato. Così come alle mosse di Teheran per assassinare degli esuli in Europa. Un ulteriore prova di come la sfida nel ricco Golfo Persico passi attraverso una guerra segreta dove i confini contano poco.
18-11-2018 01:00


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