function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};




Dello stesso autore
di 0
Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
19.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, ottobre 2020
13.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, ottobre 2020
11.11.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 23 novembre 2020
10.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, ottobre 2020
10.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, ottobre 2020
06.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, ottobre 2020
05.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, ottobre 2020
30.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, terzo trimestre 2020
28.10.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 9 novembre prossimo
13.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, settembre 2020
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il trionfo di Biden
in un Paese dilaniato
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La perenne infinita attesa
per l'attacco all'Occidente
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Tormentati e solitari,
animati dalla genialità
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Abbiamo appena dieci anni
per evitare una catastrofe
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni
Guido Olimpio
L'analisi
La perenne infinita attesa
per l'attacco all'Occidente
Guido Olimpio
Chi è
Si occupa di terrorismo internazionale e Medio Oriente, lavora al "Corriere della Sera" come inviato negli Stati Uniti
Intelligence, centri studi, analisti cercano di catalogare i terroristi. Uno sforzo necessario per comprendere l’avversario che a volte rischia di trasformarsi in un esercizio teorico, vista la moltitudine di profili. A Nizza ha agito un killer ignoto, a Vienna un estremista che sognava di andare nel Califfato, nel Quebec un giovane con problemi mentali si è lanciato nella sua guerra personale. Quest’ultimo episodio - non proprio terrorismo politico - è utile per spiegare la realtà che incombe.
Alla base dei gesti di violenza di alcuni c’è sicuramente un’ideologia mescolata alla religione. È il caso dei jihadisti, dai fai-da-te ai professionisti. Usano l’Islam, si presentano come difensori della loro fede, prendono di mira i "miscredenti". La stessa valutazione la possiamo applicare ai neonazisti xenofobi. Si considerano le ultime sentinelle della razza bianca, muovono per fermare "l’invasione", hanno i loro miti e i riferimenti religiosi. Infine troviamo i disturbati, persone che puniscono la società che li circonda, l’altro sesso, esseri umani che considerano come i loro persecutori. Hanno i loro punti di riferimento, di solito chi li ha preceduti eseguendo stragi e in talune situazioni possono fare molte vittime.
Questi attacchi, oltre al cocktail di spinte personali ed eversive, sono gesti di frattura nei confronti della società. Gli interpreti vanno all’attacco per distruggere, eliminare, ferire. Sono ribelli-assassini che si sfogano prendendo di mira chi gli sta attorno mentre prega, viaggia, cammina in una strada affollata. Prima viene il gesto, poi la motivazione e talvolta la rivendicazione. Possono percorrere un lungo cammino: è il caso del tunisino partito da Sfax, sbarcato a Lampedusa e spintosi fino in Costa Azzurra, dove ha usato un coltello contro tre innocenti. Il 26 era in Sicilia, il 29 davanti alla basilica. Oppure non si allontanano troppo da dove abitano: eseguono la missione nell’area più vicina, dove possono trovare le prede, come nel centro di Vienna.
Una corrente di pensiero ritiene che certamente l’adesione – diretta o indiretta – alla guerra santa sia importante, ma lo è ancora di più il desiderio di dimostrare il rifiuto delle regole, della convivenza, delle cose quotidiane. E sono disposti a tutto, morte inclusa. Da qui l’estrema pericolosità e la diffusione del fenomeno, dove alla fine è sempre l’individuo, con tutti i suoi problemi, a contare.
Non è facile disinnescare elementi con queste caratteristiche. L’attentatore viennese voleva unirsi a Daesh, c’era quasi riuscito, però lo avevano fermato. Uno stop seguito da un periodo in prigione, un periodo di de-radicalizzazione e il rilascio anticipato. Invece ha ingannato tutti. Si è preparato per la sua incursione, a sorpresa, tanto cara a Osama bin Laden e auspicata perché ricordava quella degli antichi guerrieri. C’erano segnali e la polizia austriaca li ha mancati.
Non è il primo e non sarà l’ultimo, dal Nord America all’Europa sono centinaia i potenziali mujaheddin, sospesi tra un’attesa perenne e la voglia d’attacco. In modo semplice, affidandosi ad un pugnale, o procurandosi un fucile. E siamo su un terreno incerto, le fazioni – ripetono in molti – non hanno più le capacità operative viste al Bataclan. Giudizio poggiato sui fatti, ma che non deve illuderci. È sufficiente che tre lupi si mettano insieme e avremo un branco in caccia.
07-11-2020 22:30



IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie

I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Thailandia:
nuove
proteste
a Bangkok

Piovono razzi
su Kabul.
Sospetti
sui talebani

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00